Ucraina, Putin guadagna tempo: risorse per altri due anni di guerra

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Putin guadagna tempo sulla guerra in Ucraina mentre i nuovi tentativi diplomatici tra Mosca, Kiev e gli Stati Uniti si chiudono senza una svolta reale. Gli inviati di Donald Trump sono rientrati negli Stati Uniti dopo la doppia visita nelle capitali russa e ucraina, lasciandosi alle spalle dichiarazioni molto diverse sulla portata dei colloqui. Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov parla di un «piccolo passo in direzione della pace», Steve Witkoff scrive su X di «progressi sostanziali», mentre Volodymyr Zelensky definisce la visita «non inutile». Formule che segnalano un movimento diplomatico, ma che non coincidono con un accordo concreto capace di modificare il corso del conflitto.

Ucraina, i colloqui di Mosca e Kiev senza una svolta reale

La missione degli inviati americani a Mosca e Kiev si è conclusa con una generica disponibilità di Putin a riprendere gli incontri trilaterali tra Russia, Ucraina e Stati Uniti, fermi dal febbraio scorso. La ripresa del confronto, però, viene collegata al voto per la Duma previsto dal 18 al 20 settembre, elemento che sposta ancora in avanti il calendario diplomatico. L’agenda della pace finisce così per intrecciarsi con quella elettorale, mentre resta in attesa anche la telefonata di Donald Trump a Putin e Zelensky, annunciata dai media ucraini dopo la conclusione dei colloqui. Trump, secondo quanto riportato, punta alla de-escalation, ma la doppia visita non ha prodotto finora un passaggio decisivo nel negoziato.

Le valutazioni diffuse dopo gli incontri mostrano infatti una distanza evidente tra il linguaggio diplomatico e il risultato effettivo delle trattative. Da una parte Witkoff parla di progressi cospicui e Peskov riconosce un passo verso la pace; dall’altra, l’assenza di una svolta mantiene aperti tutti i principali nodi. Zelensky evita di liquidare completamente la missione e la definisce «non inutile», ma il quadro descritto resta quello di un confronto ancora difficile. Il punto centrale riguarda soprattutto le condizioni poste da Mosca, con Putin che non intende cedere sul Donbass e continua a legare il percorso negoziale a richieste considerate decisive per la posizione russa.

Putin prende tempo mentre riprendono gli attacchi su Kiev

Il dato militare continua intanto a procedere parallelamente alla diplomazia. Nella notte la Russia ha ripreso gli attacchi su Kiev dopo una tregua durata tre giorni, coincisa con gli incontri degli inviati statunitensi Kushner e Witkoff prima a Mosca con Putin e poi a Kiev con Zelensky. La ripresa delle operazioni evidenzia quanto il dialogo non abbia ancora determinato conseguenze concrete sul terreno. Le trattative vengono descritte come particolarmente difficili e, mentre si discute della possibilità di nuovi incontri trilaterali, il conflitto prosegue senza che sia emerso un meccanismo condiviso capace di fermare gli attacchi.

In questo scenario Putin può continuare a guadagnare tempo, sostenuto dalla prospettiva di risorse sufficienti per altri due anni di guerra indicata nel quadro fornito. La posizione del presidente russo resta legata alla volontà di ottenere vantaggi strategici e di non arretrare sul Donbass, mentre l’Ucraina affronta una fase diplomatica nella quale i contatti con gli Stati Uniti non hanno ancora prodotto risultati concreti. Il rinvio di eventuali incontri a dopo il voto per la Duma prolunga ulteriormente i tempi della trattativa e lascia la guerra al centro della scena, nonostante i segnali di apertura evocati dopo le visite a Mosca e Kiev.

La telefonata attesa di Trump con Putin e Zelensky diventa quindi il passaggio successivo di un percorso che, dopo la missione degli inviati americani, resta ancora privo di un’intesa sostanziale. Le dichiarazioni pubbliche oscillano tra il riconoscimento di piccoli passi, la rivendicazione di progressi e la prudenza della presidenza ucraina, ma nessuna delle posizioni riportate descrive un accordo raggiunto. Sullo sfondo rimane la prosecuzione della guerra, con gli attacchi russi tornati su Kiev e con Mosca che mantiene ferme le proprie richieste, mentre la diplomazia americana tenta di riaprire un formato trilaterale interrotto da mesi.

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