Caldo e running, i consigli dell'esperto per non fermarsi: idratazione, forza e recupero

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Redazione Salute Redazione Salute   -   L'estate rappresenta per molti runner il banco di prova più temuto, un periodo in cui il desiderio di migliorare le proprie prestazioni si scontra con un caldo che, a tratti, sembra quasi volerci mettere in ginocchio. Sole, mare e buona tavola sono certamente un contorno piacevole, ma l'allenamento vero, quello che punta a far crescere la condizione atletica, richiede una strategia ben precisa e pochi, ma essenziali, accorgimenti per evitare che la fatica si trasformi in un rischio. runlovers +3

Abbiamo interpellato il dottor Carlo Samà, preparatore atletico di lungo corso, già mezzofondista a livello nazionale e con una carriera internazionale che lo ha portato a formare generazioni di atleti in molteplici discipline, calcio professionistico compreso, per cercare di fare chiarezza su come affrontare i mesi più caldi senza fermarsi e, anzi, sfruttandoli a proprio vantaggio. gazzetta +3

La sfida del caldo estremo e il recupero attivo

Con l'anticiclone africano che sembra aver preso possesso dell'estate, e che sta producendo l'ondata di caldo più lunga da tempo immemorabile, mantenersi attivi diventa una vera e propria impresa. È scientificamente provato che allenarsi con temperature elevate e alti tassi di umidità sia più faticoso, e per recuperare più in fretta, in certi casi, ci si potrebbe persino ispirare ai soldati americani durante la tempesta del deserto, che utilizzavano una sorta di "forno freddo" per abbassare rapidamente la temperatura corporea. iodonna +3

In estate, tuttavia, la priorità assoluta non può essere la quantità di chilometri macinati, bensì la qualità del lavoro svolto. Ridurre il volume chilometrico settimanale non è solo un consiglio, ma un obbligo: il fulcro dell'allenamento va spostato su ripetute brevi, come i 400 metri, che stimolano l'ossigenazione senza causare un surriscaldamento prolungato, mentre le corse lente vanno rigorosamente mantenute in Zona 1 o Zona 2, per un recupero attivo che non stressi ulteriormente l'organismo. runnersworld +3

Le parole del medico: ascoltare il cuore è fondamentale

Non mancano però i richiami alla prudenza, e a lanciare l'allarme sono anche i medici dello sport, che osservano con preoccupazione chi, pur di non rinunciare alla propria passione, si allena nelle ore più proibitive. Patrizio Sarto, direttore della Medicina dello sport dell'ospedale di Treviso e direttore del centro regionale per lo sport nei giovani con cardiopatie, rivolge un appello diretto a quelli che definisce gli "irriducibili" dell'attività fisica.

«Non è il caso di sfidare la sorte», è il suo monito, perché l'afa estrema mette a dura prova il cuore, e i segnali che il corpo invia, se si è abbastanza saggi da coglierli, non devono essere ignorati. Il problema, spesso, è la mancanza di consapevolezza: si esce per una partita di tennis, una pedalata o una corsa nelle ore più calde, quando la colonnina di mercurio ha già superato i trenta gradi e l'umidità rende pesante anche solo il respiro, ma il fisico non sempre è in grado di reggere uno sforzo eccessivo in queste condizioni. runlovers +3

Idratazione e integratori: quando, come e quanto bere

Uno degli aspetti più delicati, e spesso sottovalutati, dell'allenamento estivo è l'idratazione. La regola d'oro è non arrivare mai alla corsa già disidratati, ma anche non esagerare con i liquidi subito dopo lo sforzo: un errore comune, ma pericoloso, che può portare a una pericolosa iponatriemia, ovvero una diluizione eccessiva dei sali minerali nel sangue.

Si consiglia di bere, nella prima mezz'ora successiva all'allenamento, non più di mezzo litro d'acqua, ma di associare sempre all'acqua un integratore di sali minerali per reintegrare sodio, potassio e magnesio persi con la sudorazione, e magari un po' di zuccheri che, a livello intestinale, favoriscono l'assorbimento dei liquidi.

Un trucco per aiutare il corpo a ritrovare la temperatura ideale è poi quello di bagnare collo, polsi, tempie e caviglie appena ci si ferma, mentre per favorire il defaticamento e la circolazione, soprattutto dopo uno sforzo intenso, è utile sdraiarsi con le gambe sollevate per un quarto d'ora.

Non va poi dimenticato il ruolo del sonno, che è il principale alleato del recupero: nelle notti più calde, dormire almeno sette-otto ore diventa fondamentale per presentarsi al successivo allenamento in forma, e se necessario, meglio concedersi un giorno di riposo in più piuttosto che forzare. corriere +3

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