Acab, la serie Netflix che divide l'opinione pubblica
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Redazione Cultura e Spettacolo
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La serie televisiva "Acab", prodotta da Netflix e ambientata in Valle di Susa, ha suscitato reazioni contrastanti. La trama ruota attorno alle vicende di una squadra antisommossa, composta da Mazinga (Marco Giallini), Marta (Valentina Bellè) e Salvatore (Pierluigi Gigante), che, oltre a condividere un rapporto lavorativo, formano una sorta di famiglia. Marta, madre single con una figlia di 13 anni, è una delle poche donne nel Reparto Mobile e si fa rispettare dai colleghi, nonostante le difficoltà nel gestire la sua vita privata e proteggere la figlia dall'ex marito.
La serie, che ha debuttato ieri, è stata criticata dal movimento No Tav, attivo da 35 anni contro la nuova linea ferroviaria internazionale Torino-Lione. Gli attivisti sostengono che la rappresentazione della loro lotta sia macchiettistica e violenta, con una forzata simmetria tra le parti, come se il peso della repressione fosse bilanciato. La Valsusa, secondo loro, è solo un pretesto narrativo per introdurre la storia dei reparti celere protagonisti.
Valentina Bellè, nata a Verona il 16 aprile 1992, ha studiato recitazione a New York e Londra, partecipando a diverse produzioni teatrali e televisive. Nella serie interpreta Marta Sarri, una donna determinata a farsi rispettare in un ambiente prevalentemente maschile, mentre cerca di proteggere la figlia dalle influenze negative dell'ex marito.
La critica del movimento No Tav si concentra sulla rappresentazione della loro lotta, che viene mostrata in modo caricaturale e violento. La serie, secondo loro, equilibra forzatamente le violenze, suggerendo una simmetria tra le parti, come se il peso della repressione fosse bilanciato.




