Skyrim compie 14 anni, mentre The Elder Scrolls VI resta un mistero
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Redazione Scienza e Tecnologia
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The Elder Scrolls V: Skyrim, un titolo che ha plasmato l'immaginario videoludico di un'intera generazione, spegne oggi quattordici candeline. Un'età, la sua, che trasforma quel capolavoro in un adolescente nel mondo dei videogiochi, eppure la sua longevità, che pochi altri prodotti possono vantare, ne conferma lo statuto di opera senza tempo. Il suo esordio, avvenuto ormai tanto tempo fa su PC, PlayStation 3 e Xbox 360, segnò una svolta epocale per il genere dei ruoli, imprimendo una direzione nuova fondata su una libertà d'esplorazione quasi assoluta e su una costruzione dell'avventura profondamente personale. Il mondo di Skyrim, del resto, si distingueva per una dinamicità e una reattività alle scelte del giocatore che, all'epoca, rappresentavano una frontiera inesplorata, contribuendo a un successo di critica e di pubblico che fu immediato e travolgente.
L'ombra lunga del successo e il silenzio sul seguito
Proprio mentre si celebra questo anniversario, però, è impossibile non volgere lo sguardo verso il futuro, un futuro che per i fan della saga appare ancora nebuloso e inquietantemente lontano. A sette anni e mezzo dal suo annuncio ufficiale, avvenuto in quel lontano E3 di Los Angeles con un trailer che fece vibrare di eccitazione gli appassionati, di The Elder Scrolls VI non si sa praticamente nulla. Non una data di pubblicazione, non le piattaforme di destinazione, neppure un assaggio di gameplay: il silenzio di Bethesda Game Studios sul progetto è totale, una mancanza di informazioni che, col passare del tempo, alimenta una crescente attesa e, in alcuni, una certa frustrazione. La celebrazione di Skyrim, dunque, finisce per gettare un'ombra, quella del suo successore, ancora indefinita.
Le dichiarazioni di Todd Howard
A confermare questa distanza temporale, che pare incolmabile, è stato recentemente lo stesso Todd Howard, il game director storico della serie, il quale ha sottolineato come il team di sviluppo abbia ancora "molto lavoro" da fare sul titolo. Le sue parole, sebbene non costituiscano una novità assoluta, delimitano con chiarezza i contorni di un'attesa che si protrarrà ancora a lungo, suggerendo che i tempi di sviluppo per questo nuovo capitolo saranno ben più dilatati rispetto al passato. Howard, che di Skyrim fu uno degli artefici principali, sembra così voler gestire le aspettative, indicando una strada ancora in salita prima di poter rivelare qualcosa di concreto.
Il rumore di fondo su Fallout 3
In questo clima di attesa per The Elder Scrolls VI, intanto, i riflettori si spostano periodicamente su altri progetti potenziali dello studio. Tra le voci che guadagnano più frequentemente terreno, complici alcuni report che ne parlano con una certa insistenza, c'è quella di una remastered di Fallout 3. Il classico post-apocalittico di Bethesda, sebbene di qualche anno più vecchio di Skyrim, torna ciclicamente al centro di speculazioni che ne ipotizzano un ritorno in una veste aggiornata. Le informazioni, che riemergono da fonti non ufficiali, parlano di un progetto concreto già in sviluppo, sebbene manchino, al momento, conferme ufficiali che possano trasformare questi rumor in annunci veri e propri.




