Arriva il caldo africano, fino a 37 gradi su mezza Italia

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un’ondata di caldo anomalo, spinta dall’espansione dell’anticiclone nordafricano, sta per investire l’Italia, portando temperature ben al di sopra delle medie stagionali. Già da questa settimana, la colonnina di mercurio potrebbe sfiorare i 37 gradi in diverse regioni, con picchi locali ancora più elevati. L’afa, che si preannuncia intensa e persistente, interesserà tutto il territorio nazionale, dal Nord al Sud, senza risparmiare neppure le zone tradizionalmente più miti.

Mentre al Nord-Est si allontana l’ultima perturbazione che ha portato un po’ di instabilità, il resto della Penisola si prepara a giorni di sole implacabile e cieli sgombri da nuvole. Una moderata ventilazione settentrionale potrebbe offrire un temporaneo sollievo in alcune aree del Centro-Sud, ma si tratterà di una tregua breve. Già da mercoledì, infatti, l’alta pressione subtropicale si rafforzerà ulteriormente, spingendo masse d’aria rovente dal Sahara verso il Mediterraneo. Le temperature, già in risalita, raggiungeranno valori tipici di luglio e agosto, con minime che in molte città difficilmente scenderanno sotto i 20 gradi anche di notte.

Le previsioni non lasciano spazio a dubbi: l’ondata di calore, la prima del 2025, durerà almeno fino a metà giugno. I meteorologi segnalano che l’anticiclone africano, alimentato da correnti calde in quota, resisterà al tentativo delle perturbazioni atlantiche di penetrare nel continente. Queste ultime, confinate tra Islanda e Groenlandia, non riusciranno a scalfire il dominio del blocco anticiclonico.

Particolare attenzione dovrà essere riservata alle categorie più vulnerabili, come anziani e bambini, esposti a rischi per la salute legati al gran caldo. Le autorità sanitarie raccomandano di evitare l’esposizione al sole nelle ore centrali della giornata, idratarsi a sufficienza e prestare attenzione ai primi segnali di malori. Intanto, nelle città, si teme l’effetto "isola di calore", che potrebbe amplificare l’impatto delle temperature elevate, soprattutto dove il cemento e la scarsa vegetazione rendono l’aria ancora più irrespirabile.

Se al Sud il caldo torrido è una consuetudine estiva, al Nord l’arrivo precoce di queste temperature rappresenta un’anomalia significativa. Le regioni settentrionali, abituate a un clima più temperato, dovranno fare i conti con un’afa insolita, che potrebbe mettere a dura prova non solo le persone, ma anche le infrastrutture, a partire dalla rete elettrica, già sotto stress per l’aumento del consumo legato ai condizionatori.

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