Hantavirus, il ministero della Salute prepara la circolare: “rischio basso” ma scattano i protocolli

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Redazione Salute Redazione Salute   -   A sei anni esatti dall’irruzione del Covid nel lessico quotidiano – quando parole come “copertura integrale”, “tracciamento” e “distanziamento” sembravano destinate a un oblio definitivo – ecco che un altro patogeno, seppur con caratteristiche profondamente diverse, riaccende i riflettori sui meccanismi di sorveglianza sanitaria. È il caso dell’hantavirus, un agente infettivo raro che ha trasformato una crociera nell’Atlantico in un caso di studio epidemiologico globale: tre i decessi accertati, una nave, la MV Hondius, messa in isolamento davanti alle coste delle Canarie, e decine di passeggeri oggi sparpagliati in quattro continenti, ognuno dei quali rappresenta un potenziale anello di una catena di trasmissione che le autorità cercano di spezzare.

Le misure del ministero e la sorveglianza alle frontiere

Dal ministero della Salute, intanto, arriva una direttiva imminente: una circolare destinata a Regioni e uffici di frontiera, la quale – basandosi anche sulle linee guida dell’Ecdc, il centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie – fornirà indicazioni operative su come gestire eventuali soggetti sintomatici. Nessuna ordinanza restrittiva generalizzata, viene precisato, ma un potenziamento della sorveglianza attiva: servono a individuare i “contatti stretti” tra i viaggiatori rientrati dalle aree a rischio. Lo stesso dicastero, nel ribadire che il pericolo per l’Italia resta “basso”, ha comunque attivato i canali di comunicazione con gli uffici di sanità marittima e aerea, specie negli scali maggiori.

L’evacuazione olandese e i nuovi contagi accertati

Proprio nelle ultime ore si è conclusa l’operazione di evacuazione dei passeggeri della MV Hondius: un volo speciale olandese è atterrato a Eindhoven, con i ventisei superstiti sbarcati indossando mascherine chirurgiche e con i bagagli ridotti a sacchetti di plastica bianchi. Tra loro, cittadini di otto nazionalità diverse – Olanda, India, Germania, Argentina, Belgio, Grecia, Portogallo, Ucraina, Guatemala, Filippine e Montenegro – a testimonianza di quanto un focolaio navale possa rapidamente internazionalizzarsi. E mentre le condizioni di una cittadina francese contagiavano sono peggiorate, è arrivata la conferma che un cittadino statunitense, rientrato dallo stesso scalo, è risultato positivo al virus.

Bassetti: “Trasmissione aerosolica, ma niente nuovo Covid”

Matteo Bassetti, direttore di Malattie infettive all’ospedale San Martino di Genova, ha provato a fare chiarezza sul meccanismo del contagio: il virus si trasmette per via aerosolica, il che significa che sulla nave lo hanno contratto soprattutto le persone fisicamente più vicine ai malati. Nessun paragone con la pandemia da coronavirus, ha sottolineato l’infettivologo, perché l’hantavirus non ha la stessa capacità di diffusione su larga scala. Resta il fatto, però, che su entrambe le sponde dell’Atlantico si registrano nuovi casi – Francia e Stati Uniti hanno segnalato ulteriori positività – e che per i rimpatri si stanno organizzando voli speciali, evitando il transito sui voli di linea per non disperdere ulteriormente i contatti.

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