Tragedia sul Pasubio, recuperato il Corpo dell'escursionista scomparso
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Redazione Interno
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Si è conclusa con l'esito più drammatico la lunga ricerca di Simone Dal Bon, il 42enne di Schio del quale non si avevano notizie dal 27 dicembre scorso. Nel primo pomeriggio di domenica 4 gennaio, infatti, il corpo dell'uomo è stato individuato senza vita in un canalone innevato sotto Punta Favella, un luogo impervio del gruppo montuoso del Pasubio, sul versante veneto delle Piccole Dolomiti. La dinamica, che i soccorritori hanno potuto ricostruire sommariamente, lascia intendere come l'escursionista possa essere scivolato per oltre centocinquanta metri lungo un vaio ricoperto di ghiaccio e neve, un incidente fatale in condizioni ambientali estreme e in una zona solitaria.
L'evoluzione delle ricerche in montagna
Le operazioni, che fino a venerdì avevano interessato prevalentemente l'ambiente urbano, hanno cambiato radicalmente teatro a partire dalla giornata di sabato 3 gennaio, quando è avvenuta la scoperta decisiva. Alcuni agenti, infatti, hanno rinvenuto l'automobile di Dal Bon parcheggiata nei pressi del Pian delle Fugazze, un valico montano che segna il confine tra la provincia di Trento e quella di Vicenza, spostando di conseguenza tutti gli sforzi in quota. Quel ritrovamento, che di per sé non rappresentava una prova certa della tragedia ma costituiva un indizio preoccupante, ha permesso di delimitare l'area delle ricerche, concentrando le squadre nelle zone più impervie circostanti.
Le difficoltà del recupero in condizioni estreme
Il rinvenimento del, avvenuto alle 13.30 di domenica, ha dato immediatamente il via a una complessa e delicata operazione di recupero, resa necessariamente lunga dall'orografia del luogo e dalle condizioni meteorologiche. I soccorritori, alcuni dei quali appartenenti a reparti specializzati in ambienti impervi, hanno dovuto operare per diverse ore in un canalone stretto e scosceso, con basse temperature e superfici coperte da neve e ghiaccio, fattori che hanno rallentato ogni movimento. L'operazione, per la quale è stato necessario l'intervento di un elicottero del servizio di emergenza, è stata condotta con metodo e precisione, privilegiando la sicurezza degli operatori e il rispetto per la vittima.
La fase delle indagini sulla dinamica
Le autorità competenti hanno avviato le consuete indagini per accertare con esattezza la dinamica dell'incidente, sebbene gli elementi emersi sul campo lascino pochi dubbi sulla natura dell'accaduto. Non si tratterebbe, stando a una prima ricostruzione, di un caso di dispersione prolungata, bensì di un evento repentino e tragico occorso probabilmente già nel giorno della scomparsa. La magistratura, dopo il sopralluogo, ha disposto il trasferimento della salma per gli accertamenti medico-legali, una procedura standard in casi del genere. Rimangono ora da comprendere le circostanze che hanno spinto l'escursionista verso quel sentiero, in un periodo dell'anno noto per i suoi pericoli oggettivi.




