L'Empire State Building si illumina per i Mondiali del 2026, New York celebra insieme alle mascotte l'inizio della countdown
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Redazione Sport
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Il conto alla rovescia per il fischio d'inizio della Coppa del Mondo FIFA 2026, un evento che promette di essere storico non solo per la sua natura itinerante tra tre nazioni, è ufficialmente entrato nel suo vivo. A cento giorni esatti dal via, previsto per l'11 giugno, l'iconico Empire State Building di New York si è tinto dei colori delle bandiere degli stati organizzatori, regalando alla metropoli uno spettacolo che fonde architettura e sport. Alla cerimonia, che ha visto il celebre grattacielo illuminarsi alternando il blu degli Stati Uniti, il verde del Messico e il rosso del Canada, hanno presenziato non solo i rappresentanti delle federazioni calcistiche coinvolte ma anche le tre mascotte ufficiali del torneo, Maple, Zayu e Clutch, simboli viventi dell'identità sportiva nordamericana.
Le tre mascotte e i preparativi logistici a New York
Maple, l'alce canadese, Zayu, il giaguaro messicano, e Clutch, l'aquila di mare americana, hanno letteralmente invaso la piana osservatorio del palazzo, posando per i fotografi e interagendo con i rappresentanti del comitato organizzatore locale, in quella che è stata una messa in scena pensata per coinvolgere l'immaginario collettivo. Alex Lasry, amministratore delegato del comitato organizzatore di New York e New Jersey, ha sottolineato come ci si trovi ormai nel vivo dei preparativi, un momento cruciale in cui l'organizzazione, sebbenza complessa, inizia a regalare le prime soddisfazioni; l'obiettivo dichiarato, ha ribadito, è quello di garantire un'esperienza sicura e memorabile per i milioni di tifosi che invaderanno la regione, sottolineando come il mondiale debba rimanere un evento unificante al di là delle tensioni geopolitiche che pure, in qualche modo, lambiscono l'organizzazione. Il torneo, va ricordato, vedrà per la prima volta nella storia la partecipazione di 48 squadre, un formato espanso che promette di rivoluzionare la competizione e che richiederà uno sforzo logistico senza precedenti.
Toronto e Vancouver sotto la neve aspettano giugno
Parallelamente all'evento newyorkese, anche le città canadesi coinvolte nell'avventura mondiale si stanno preparando ad accogliere la manifestazione. A Toronto, nonostante le strade siano ancora coperte di neve, un'installazione luminosa segna inesorabilmente il passaggio dei giorni che ci separano dalla partita inaugurale che coinvolgerà la nazionale di casa, prevista per il 12 giugno sempre contro un avversario ancora da definire nel dettaglio. Le autorità locali, come Sharon Bollenbach, direttrice esecutiva di Toronto per il torneo, hanno espresso soddisfazione per lo stato di avanzamento dei lavori, in particolare per la ristrutturazione del BMO Field, ribattezzato Toronto Stadium per l'occasione, la cui capienza è stata adeguata agli standard FIFA grazie all'installazione di migliaia di posti temporanei. Anche Vancouver, che ospiterà sette incontri a partire dal 13 giugno con la sfida tra Australia e un'altra selezione, è nel pieno dei lavori di ammodernamento del BC Place, con un investimento complessivo che, tra le due città, supera ampiamente il miliardo di dollari canadesi, a testimonianza dell'impegno profuso dalla federazione per garantire un'accoglienza all'altezza delle aspettative.
Il Messico e il suo Azteca si rifanno il look in vista del record
Scendendo verso sud, il Messico celebra a suo modo l'avvicinarsi dell'evento. Nella piazza dello Zócalo a Città del Messico, una folla festante ha assistito a una proiezione luminosa sulla Torre Latinoamericana, mentre l'attenzione degli addetti ai lavori è tutta concentrata sui lavori di ristrutturazione dell'Estadio Azteca, che durante questa fase di ammodernamento ha ufficialmente assunto la denominazione commerciale di Banorte Stadium. L'impianto, uno dei più celebri al mondo, sta subendo un profondo restyling che interessa il manto erboso, ora ibrido e dotato di un avanzato sistema di drenaggio, e la sostituzione di tutti i seggiolini, in un alternarsi di rosso e bianco che mira a migliorare il comfort visivo e la capienza. Questo stadio, che riaprirà i battenti il 28 marzo con un'amichevole tra il Messico e il Portogallo, è destinato a entrare nella leggenda del calcio: sarà infatti il primo stadio al mondo a ospitare tre diverse partite inaugurali dei Mondiali, dopo quelle del 1970 e del 1986, un primato assoluto che ne certifica la centralità nella storia di questo sport. Il riecheggiare delle gesta passate si mescola così con la modernità delle nuove infrastrutture, in un connubio che proietta il calcio mondiale verso una nuova, epica edizione.




