Hacker colpiscono un portale sanitario lombardo, scatta l'allerta frodi

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Centinaia di cittadini lombardi, in particolare nelle province di Milano, Brescia, Como e Monza Brianza, si sono ritrovati nella propria posta elettronica un insolito e minaccioso sollecito di pagamento. Il messaggio, che imitava nel tono e nella forma una comunicazione ufficiale, proveniva da una società di recupero crediti con sede a Monza, la quale richiedeva il saldo di presunti arretrati per esami medici, ricette o visite specialistiche, minacciando, in caso di mancato versamento, l'applicazione di una sanzione pecuniaria. La società in questione, come è emerso dalle prime indagini, risulta però del tutto inesistente, e le email sono parte di una campagna di phishing orchestrata da un gruppo di criminali informatici, che si ritiene operi dall'Est Europa, il quale è riuscito a violare i sistemi del portale privato "Paziente Consapevole". Questa piattaforma, che funge da intermediario gratuito tra medici, farmacie e un vasto numero di pazienti, viene utilizzata anche da 112 farmacie sul territorio regionale, diventando un canale ideale per i malintenzionati.

La dinamica dell'attacco informatico

La frode, che ha allertato anche i residenti di Mandello del Lario e Abbadia Lariana, sfrutta una tecnica di ingegneria sociale piuttosto collaudata, basata sull'urgenza e sulla paura di una penalità. I destinatari del messaggio fraudolento, leggendo della multa incombente, sono spinti a cliccare su link malevoli, progettati con l'obiettivo di sottrarre non solo denaro ma anche dati personali e sensibili. Le autorità, tra cui la Polizia Postale, hanno immediatamente diffuso un avviso pubblico, invitando la popolazione a non cliccare su alcun collegamento presente in quelle email e a segnalare tempestivamente ogni tentativo sospetto, unico modo per contrastare efficacemente questa ondata di crimine digitale.

Le rassicurazioni dalle istituzioni

Nonostante la gravità dell'episodio, che ha gettato nello sconcerto molti utenti del servizio, la direzione generale Welfare della Regione Lombardia ha voluto precisare, dopo accurate verifiche tecniche, che non risultano furti o compromissioni di dati dai sistemi centrali regionali o da quelli delle Aziende Sanitarie. Questa delimitazione dell'incidente, se da un lato circoscrive il danno al solo portale privato violato, dall'altro non placa del tutto le preoccupazioni riguardo alla sicurezza dei flussi informativi nel settore della sanità integrativa, dimostrando quanto siano vulnerabili i canali di intermediazione.

Il contesto giudiziario e investigativo

L'inchiesta, coordinata dalle procure competenti, procede per individuare i responsabili della violazione informatica e della conseguente truffa. Gli investigatori stanno seguendo la pista del gruppo dell'Est Europa, analizzando le tracce digitali lasciate dagli hacker per risalire alla loro identità. L'episodio, per la sua natura e per il bersaglio scelto, si inserisce in un filone di reati in crescita, che sfruttano la fiducia dei cittadini nei servizi sanitari, pubblici e privati, per mettere a segno estorsioni e frodi, un fenomeno che le forze dell'ordine combattono con strumenti sempre più specializzati.

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