Nuovi attacchi hacker filorussi colpiscono Quirinale e Csm
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Redazione Interno
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Roma, 28 febbraio 2025 – Prosegue senza sosta la campagna di attacchi informatici lanciata dal gruppo di hacker filorussi NoName057(16), che da dodici giorni consecutivi colpisce il settore della pubblica amministrazione, della magistratura e delle istituzioni italiane. Tra i bersagli principali di questa nuova ondata di aggressioni digitali figurano i portali del Quirinale, del Consiglio superiore della magistratura (Csm) e la sezione romana del partito Fratelli d’Italia. Gli attacchi, di tipo DDoS (Distributed Denial of Service), hanno reso temporaneamente inaccessibili i siti target, causando disagi e interruzioni nei servizi online.
Nonostante le dichiarazioni del Quirinale, che ha smentito l’efficacia dell’attacco subito, nella mattinata di oggi i portali del Csm e quelli di alcuni comuni, tra cui Pescara, Doues e Bionaz, sono risultati irraggiungibili per diverse ore. Questo tipo di aggressione, che sovraccarica i server con un flusso massiccio di richieste, non compromette i dati sensibili ma mira a destabilizzare l’operatività delle istituzioni colpite, creando un clima di tensione e incertezza.
La campagna offensiva di NoName057(16), che si è intensificata nelle ultime settimane, sembra essere una risposta diretta alle recenti dichiarazioni del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il quale aveva paragonato le azioni della Russia a una forma di aggressione ibrida. Gli hacker, che operano in modo coordinato e apparentemente con il sostegno di entità legate al Cremlino, hanno scelto l’Italia come uno dei principali obiettivi della loro strategia, colpendo non solo le istituzioni centrali ma anche realtà locali, come dimostrano gli attacchi ai comuni valdostani.
Tuttavia, nonostante la persistenza degli attacchi, le difese informatiche italiane stanno dimostrando una crescente capacità di risposta. Gli esperti del settore sottolineano come, rispetto ai primi giorni dell’offensiva, il sistema di protezione sia stato potenziato, riducendo i tempi di ripristino dei servizi e limitando i danni operativi. Questo miglioramento, frutto di investimenti e di una maggiore collaborazione tra enti pubblici e privati, rappresenta un segnale positivo in un contesto che rimane comunque critico.




