Blitz contro il clan Amato-Pagano, 53 arresti a Napoli

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La Direzione investigativa antimafia ha eseguito un'ordinanza di custodia cautelare, emessa dal gip presso il Tribunale di Napoli su richiesta della locale Procura della Repubblica - Direzione distrettuale antimafia, nei confronti di 53 persone. Questi individui, ritenuti affiliati al clan "Amato-Pagano", sono indagati a vario titolo per associazione di tipo mafioso, estorsione, detenzione di armi e altri reati. Il clan, operante nei comuni di Melito di Napoli, Mugnano di Napoli e in parte dei quartieri Secondigliano e Scampia di Napoli, è noto per le sue attività criminali radicate da decenni.

Tra i dettagli emersi dalle indagini, spicca il coinvolgimento di minorenni, addestrati a compiere estorsioni e partecipare attivamente alle operazioni del clan. Questo particolare, che sottolinea la brutalità e la spregiudicatezza del gruppo criminale, è stato rivelato dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli. La figura centrale dell'inchiesta è Rosaria Pagano, presunta madrina del clan, attualmente detenuta in regime di 41 bis.

L'operazione, che ha portato all'arresto di 53 presunti affiliati, rappresenta un duro colpo per il clan degli "scissionisti". La conferenza stampa del procuratore Nicola Gratteri ha fornito ulteriori dettagli sull'inchiesta, evidenziando come il clan sia riuscito a modernizzarsi nel tempo, mantenendo però intatte le sue radici mafiose. La Direzione investigativa antimafia ha sottolineato l'importanza di questa operazione, che mira a smantellare una delle organizzazioni criminali più pericolose e radicate del territorio napoletano.

L'inchiesta ha messo in luce anche il ruolo di una donna, Rosaria Pagano, che, nonostante la detenzione, continuava a esercitare un'influenza significativa all'interno del clan. Questo elemento, insieme al coinvolgimento dei minorenni, dimostra la capacità del gruppo di adattarsi e sopravvivere alle operazioni di contrasto delle forze dell'ordine.

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