Volkskanzler, incubo Austria
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Redazione Esteri
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Piazza Santo Stefano, venerdì sera, è stata teatro del comizio di chiusura della Fpöe, l'estrema destra razzista, nel cuore della Vienna rossa. Herbert Kickl, ex ghost writer di Joerg Haider, ha esordito dichiarando: "No, non è una provocazione. Sono qui perché in questa piazza, 25 anni fa, Haider concluse la sua campagna elettorale". La folla, sebbene modesta, forse un migliaio di persone, era infiammata e tra di loro si potevano riconoscere anche i protagonisti dei movimenti no vax.
A poche ore dall'apertura delle urne per le elezioni parlamentari, un video pubblicato dal quotidiano Standard ha suscitato una nuova ondata di indignazione contro l'estrema destra austriaca. Robert Menasse, nel suo ultimo romanzo "L'allargamento", ha dipinto un affresco straordinario di un'Europa esangue, pervasa da nazionalismi e veti incrociati. In questo contesto, l'aspirante "Volkskanzler" Herbert Kickl ha promesso una "nuova era" se la sua Fpöe riuscirà a incoronarlo "cancelliere del popolo".
Il Duomo di Santo Stefano ha fatto da sfondo al palco, mentre migliaia di persone agitavano bandiere rosse e bianche. Alle loro spalle, separati da un doppio cordone di polizia, alcune centinaia di giovani innalzavano cartelli con la scritta "Nazi Raus", fuori i nazisti. La Marcia di Radetzky, eseguita dalla John Otti Band, feticcio musicale dell'estrema destra austriaca, ha accolto Herbert Kickl, l'uomo che vuole "aprire una nuova pagina nella storia dell'Austria".
In questo clima di tensione, la promessa di Kickl di una "nuova era" risuona come un'eco inquietante, mentre l'Austria si prepara a votare.




