I Rolli Days di marzo a Genova corrono verso il tutto esaurito per il ventennale Unesco

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Sembra quasi di rivivere l’atmosfera di quei secoli d’oro, quando la Superba, priva di una vera e propria reggia, sopperiva con un sistema raffinato e unico al mondo: quello di sorteggiare, tra le dimore delle sue famiglie piú influenti, chi avrebbe avuto l’onore di ospitare re, papi e ambasciatori. Da venerdí 27 a domenica 29 marzo, in occasione dei Rolli Days di primavera, Genova torna a essere quel palcoscenico diffuso, e lo fa per celebrare un traguardo importante, i vent’anni dall’iscrizione delle Strade Nuove e del Sistema dei Palazzi dei Rolli nella lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità tutelato dall’Unesco. Un compleanno che, a giudicare dai numeri, i genovesi e i turisti non vogliono assolutamente perdersi: in soli quattro giorni dall’apertura delle prenotazioni, infatti, è stato già coperto il 76% della capienza complessiva, con molti dei palazzi e delle ville coinvolte che risultano già completi in ogni orario di visita disponibile.

L’assessore alla Cultura Giacomo Montanari, nel commentare il dato che ha definito da “concerti rock”, ha spiegato come questo entusiasmo non faccia altro che certificare il valore di un modello di divulgazione scientifica che ormai trascende la semplice visita turistica, per diventare uno strumento imprescindibile di promozione culturale. L’edizione 2026, d’altronde, non è una semplice ripetizione del passato. Il motto scelto, Condividere è proteggere, vuole sottolineare come l’apertura e la fruizione pubblica di queste architetture siano il miglior metodo per garantirne la conservazione futura. E tra le novità, a impreziosire il percorso, ci sarà l’apertura straordinaria della grotta Doria Pavese, resa finalmente visitabile grazie all’intervento del ministero della Cultura, e la Badia di Sant’Andrea a Cornigliano, complesso monastico che ora ospita il convitto giovanile del Genoa e che conserva al suo interno opere dello scultore danese Bertel Thorvaldsen, contemporaneo e rivale di Canova.

Un sistema di accoglienza che guarda ai giovani e all’Europa

Ad accogliere i visitari non ci saranno guide tradizionali, ma centodue giovani divulgatori scientifici, provenienti da tutta Italia e formati attraverso un percorso specifico che unisce le competenze dell’Università di Genova e del corso di laurea in Conservazione dei Beni Culturali. Una scelta, questa, che l’assessore Montanari e la sindaca Silvia Salis hanno voluto sottolineare come centrale, perché punta a creare una nuova figura professionale, quella del mediatore culturale, capace di raccontare il patrimonio con linguaggi accessibili e appassionanti. I palazzi dell’ateneo, in particolare, saranno aperti al pubblico nella giornata di sabato 28 e domenica 29, ma l’intero sistema di visite si estende su un territorio ampio, da Voltri a Nervi, passando per il centro storico e le ville del suburbio. Tra i siti per cui è ancora possibile trovare un posto, spiccano nomi come Palazzo BPER, Palazzo Antonio Doria Spinola, Villa Centurione Doria e il Museo Diocesano, ma l’invito dell’amministrazione è quello di affrettarsi a prenotare gli ultimi spazi rimasti.

A impreziosire il weekend, e a riallacciare idealmente il filo con la storia ottocentesca della città, torna anche Palazzi in Luce, l’evento ideato dalla professoressa Giovanna Rotondi Terminiello, recentemente scomparsa e a cui questa edizione è dedicata. Venerdí 27 e sabato 28, dal tramonto fino a mezzanotte, le grandi finestre dei palazzi affacciati su via Garibaldi, piazza della Meridiana e piazza Fontane Marose si spalancheranno e si illumineranno, rivelando dall’esterno gli affreschi dei piani nobili e restituendo ai passanti quella visione dorata e suggestiva che incantava i viaggiatori del Grand Tour. Un’occasione, questa, per vedere la città da una prospettiva diversa e per comprendere come il rapporto tra interno ed esterno fosse, nella Genova del Cinquecento e del Seicento, tutt’uno con la rappresentazione del potere e del gusto estetico delle sue élite.

Il “metodo Genova” e i riflettori internazionali puntati sulla città

Questo fermento culturale, che culminerà nei Rolli Days di primavera, si inserisce in un momento particolarmente felice per l’immagine di Genova nel mondo. Dopo essere stata inserita dal New York Times nella lista delle 52 mete imperdibili per il 2026 e aver ricevuto il premio “Luminous Destination” da Visit Italy, la città si presenta sulla scena internazionale forte di una strategia turistica che punta sulla destagionalizzazione e sulla qualità dell’offerta. Alla Borsa Internazionale del Turismo di Milano e all’ITB di Berlino, la delegazione genovese ha presentato un modello di accoglienza che integra il patrimonio storico-artistico con le eccellenze enogastronomiche e le bellezze naturalistiche, un modello che gli operatori tedeschi hanno accolto con grande interesse.

Non è un caso, quindi, che il 2026 veda anche il ritorno di un grande maestro della pittura fiamminga. Dal 20 marzo, proprio a ridosso dei Rolli Days, Palazzo Ducale ospiterà “Van Dyck l’Europeo”, la piú importante mostra monografica dedicata all’artista negli ultimi venticinque anni. Un’esposizione che racconta il soggiorno genovese di Antoon van Dyck, il giovanissimo allievo di Rubens che proprio qui, ritraendo la nobiltà locale, definí quel linguaggio elegante e raffinato che lo avrebbe portato a diventare il pittore di corte di Carlo I d’Inghilterra. Un legame, quello tra il pittore e i palazzi genovesi, che i visitatori potranno scoprire non solo nelle sale della mostra, ma anche percorrendo gli stessi ambienti che Van Dyck frequentò e immortalò, in un dialogo continuo tra le tele esposte e l’architettura che le ospita. Un itinerario tematico, organizzato dall’ufficio IAT, permetterà proprio di collegare le opere del maestro fiammingo conservate a Palazzo Rosso, Palazzo Bianco e Palazzo Spinola con la grande esposizione a Palazzo Ducale, creando un percorso integrato che sarà attivo per tutti i sabati fino a luglio, fatta eccezione per il 28 marzo, quando le visite guidate saranno sospese per lasciare spazio ai flussi dei Rolli Days.

Oltre il centro, alla scoperta delle ville e dei tesori nascosti

Se il cuore pulsante della manifestazione batte lungo via Garibaldi e le Strade Nuove, il ventaglio di aperture dei Rolli Days si allarga a disegnare una mappa complessa che abbraccia l’intero territorio comunale. Le ville del ponente, come Villa Spinola di San Pietro o Villa Imperiale Scassi, e quelle del levante, tra cui Villa Saluzzo Bombrini e Villa Raggio, saranno visitabili offrendo uno spaccato di quella vita di campagna che i nobili genovesi alternavano alla frenesia del porto e dei commerci. Ma non si tratta solo di architettura: l’edizione del ventennale apre le porte anche ad Archivi di Stato e biblioteche, come la Biblioteca Diocesana, dove sono conservati documenti e volumi antichi che testimoniano la fitta rete di relazioni commerciali e culturali intessuta dalla Repubblica di Genova.

E poi ci sono le aperture straordinarie nel centro piú antico e intricato, quello dei caruggi, dove palazzi come il Brancaleone Grillo o il Bernardo e Giuseppe de Franchi si nascondono dietro facciate apparentemente anonime, pronte a rivelare cortili interni e scaloni monumentali che lasciano senza fiato. Per chi volesse approfondire, sono previste visite in lingua inglese, francese, spagnola e persino in genovese, oltre a percorsi dedicati alle persone con disabilitá sensoriali, con visite in Lingua dei Segni Italiana. Un impegno per l’accessibilità che completa il quadro di una manifestazione ormai matura, capace di coniugare il rigore scientifico con un’accoglienza turistica di livello internazionale, e di trasformare una città intera in un palcoscenico dove la storia, finalmente, torna a parlare al presente.

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