Trapani, il giorno della conferma: resta il -5, ma niente esclusione
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Redazione Sport
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Il primo round, quello più temuto, si chiude senza una vera e propria sorpresa. Il Collegio di Garanzia del CONI, come ampiamente preventivato, ha messo la parola fine sulla prima parte della vicenda sportiva che attanaglia il Trapani Calcio, confermando la penalizzazione di 5 punti che era stata inflitta ai granata. Questi, sommandosi ai 15 già comminati in precedenza, portano il totale a -20 in classifica per la formazione siciliana, un fardello che rimane saldamente sulle spalle della squadra impegnata nel girone C di Serie C. Non c’è stato, però, il colpo di grazia che molti davano per imminente: la richiesta della Procura Federale di estromettere completamente il club dal torneo è stata infatti respinta, scongiurando l’ipotesi più nefasta.
Una decisione a doppio taglio per la società
La Corte Federale d’Appello a Sezioni Unite, esaminando i ricorsi incrociati, ha di fatto bocciato sia le ragioni del club che quelle dell’accusa. Da una parte, come riporta il comunicato ufficiale, è stato respinto il reclamo presentato dalla stessa società trapanese, quella che sperava di vedere cancellata o ridotta la penalizzazione di 5 punti inflitta lo scorso 9 marzo dal Tribunale Federale Nazionale. Un verdetto, quest’ultimo, nato da violazioni di natura amministrativa che risalgono a una segnalazione della Commissione Indipendente per la Verifica dell’Equilibrio Economico e Finanziario delle Società Sportive, un deferimento che pendeva sul capo del club fin dal 3 gennaio. Dall’altra parte, però, la Corte ha anche bocciato l’appello della Procura Federale, la quale aveva definito quelle stesse sanzioni assolutamente insufficienti, spingendo per una punizione esemplare come l’esclusione dal campionato.
Le due diverse anime del verdetto
Per capire la portata della giornata di ieri, bisogna distinguere tra i due fronti su cui la giustizia sportiva si è mossa. Da un lato, quello che riguarda il presente immediato: la penalizzazione di 5 punti è stata cesellata nella roccia, così come l’ammenda di 1.500 euro che accompagna il provvedimento. Un colpo duro per l’ambiente, visto che la classifica vede ora la squadra bloccata a 27 punti totali, frutto di un -20 che la costringe a guardarsi alle spalle nella lotta per non retrocedere. Dall’altro lato, quello che riguarda la sopravvivenza stessa dell’ente: la Procura Federale aveva puntato il dito contro la "incongruità" della pena, ritenendo che una semplice decurtazione di punti non fosse proporzionata alle infrazioni contestate. La decisione dei giudici d’appello di non sposare questa tesi ha permesso al Trapani di mantenere vivo il proprio titolo sportivo, evitando lo spettro della radiazione che aveva caratterizzato altri casi recenti nel calcio professionistico italiano.
Un passato che continua a pesare
Non è finita qui, perché la sentenza ha toccato anche un capitolo precedente della travagliata storia finanziaria del club. La Corte ha infatti dichiarato inammissibile il ricorso presentato dal Trapani per tentare di revocare un’altra penalizzazione, quella di 8 punti inflitta a maggio 2025 sempre per violazioni amministrative. Una batosta che era già stata convalidata la scorsa estate e che rappresenta la base di partenza di questo cumulo di sanzioni. L’odierno pronunciamento, quindi, non fa altro che cristallizzare una situazione di difficoltà cronica: il club continua a scontare errori del passato mentre cerca di guardare al futuro, con la consapevolezza che il prossimo banco di prova potrebbe essere già dietro l’angolo, vista l’attenzione costante degli organi di vigilanza sulla solidità patrimoniale delle società.




