Crisi di governo in Germania, Scholz licenzia Lindner
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Redazione Esteri
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Il cancelliere tedesco Olaf Scholz ha licenziato il ministro delle Finanze, Christian Lindner, leader dei liberaldemocratici, scatenando una crisi di governo senza precedenti. La decisione, comunicata in diretta televisiva a reti unificate, è stata motivata dalla necessità di evitare danni al Paese, in un momento in cui la coalizione di governo, composta dai Socialdemocratici (SPD), dai Liberali (FDP) e dai Verdi, si trova in una situazione di stallo insormontabile.
La crisi è esplosa durante una riunione dell'esecutivo dedicata allo stato dell'economia, che si è trasformata in una resa dei conti finale tra i partner della coalizione. Le divergenze sulle riforme economiche, in particolare sul bilancio, hanno portato Scholz a prendere la drastica decisione di licenziare Lindner, il quale aveva chiesto elezioni anticipate per l'inizio del 2025, proposta rigettata dal cancelliere.
Senza il sostegno dei liberaldemocratici, il governo non ha più la maggioranza in parlamento, rendendo inevitabile un voto di fiducia a gennaio. Questo passaggio potrebbe portare a nuove elezioni a marzo, in un contesto di crescente incertezza politica ed economica. La Germania, infatti, si trova sull'orlo della recessione per il secondo anno consecutivo, e l'incapacità di trovare un compromesso tra i partiti della coalizione ha aggravato ulteriormente la situazione.
Il licenziamento di Lindner segna un punto di non ritorno per la coalizione "semaforo", che finora aveva cercato di mantenere un equilibrio tra le diverse anime politiche.




