Yoox licenzia, il lusso online è in crisi

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Redazione Economia Redazione Economia   -   L’e-commerce del lusso, che per anni aveva trainato il settore con crescite a doppia cifra, mostra oggi il conto salato di un’inversione di tendenza che sta costringendo i colossi del settore a ristrutturazioni profonde e dolorose. In questo scenario, che vede consumatori più cauti e un ritorno parziale alla fisicità degli acquisti, si inserisce la decisione del gruppo LuxExperience, nuovo proprietario di Yoox Net-à-Porter, di tagliare 211 posti di lavoro in Italia. Di questi, 160 interessano direttamente la provincia di Bologna, cuore operativo storico dell’azienda fondata da Federico Marchetti, un pioniere che seppe anticipare la rivoluzione digitale creando quello che sarebbe diventato il primo unicorno italiano.

La società, dopo aver registrato un calo dei ricavi per 191 milioni di euro nell’ultimo esercizio e perdite complessive che superano i due miliardi in un biennio, è dunque entrata in una fase di drastico ridimensionamento sotto la guida della multinazionale tedesca. Un ridimensionamento che, se da un lato appare una mossa necessaria per ripianare bilanci dissestati, dall’altro getta un’ombra lunga sul futuro di un distretto che aveva creduto in quel modello innovativo. La notizia dei licenziamenti, definita “una doccia fredda” dal sindaco di Zola Predosa Davide Dall’Omo, ha provocato una reazione immediata delle istituzioni locali, le quali hanno promesso di intervenire per contrastare una decisione percepita come unilaterale e lesiva.

Stefano Mazzetti, delegato al Lavoro della Città metropolitana, ha sottolineato come la scelta aziendale appaia in netto contrasto con il “Patto per il lavoro” sottoscritto da tutte le parti sociali, che esclude espressamente iniziative unilaterali di questo tenore. L’amministrazione ha pertanto annunciato la convocazione urgente del Tavolo di salvaguardia metropolitano, unico luogo deputato a gestire crisi che, come questa, rischiano di avere pesanti ripercussioni socioeconomiche su un intero territorio. La protesta dei dipendenti, che hanno proclamato 16 ore di sciopero, è solo l’aspetto più visibile di una frattura che va ben oltre i numeri.

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