Chuck Norris, l’eroe invincibile di Walker Texas Ranger, si è spento a 86 anni
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Non c’è stato scampo, nemmeno per l’uomo che, secondo la leggenda metropolitana del web, poteva contare fino all’infinito due volte. Chuck Norris, l’attore e maestro di arti marziali che ha segnato un’epoca tra cinema e televisione, è morto ieri mattina in un ospedale delle Hawaii, all’età di 86 anni. A dare l’annuncio, con un post che ha rapidamente fatto il giro del mondo, è stata direttamente la famiglia, confermando la tristezza per una perdita sopraggiunta in modo improvviso nonostante il ricovero – avvenuto giovedì scorso a causa di un’emergenza medica – fosse già stato reso noto dai media.
Un ricovero che non lascia scampo e il riserbo della famiglia
L’attore, diventato celebre per l’iconico ruolo del ranger Cordell Walker nella serie tv “Walker Texas Ranger”, era stato ricoverato d’urgenza mentre si trovava sull’isola di Kauai. Sebbene le condizioni specifiche che hanno portato al ricovero non siano state rese pubbliche, la nota diffusa dai familiari lascia intendere che si sia trattato di un problema di salute dal quale, purtroppo, l’ex campione di karate non è riuscito a riprendersi. La famiglia, nel richiedere rispetto per la privacy in questo momento di dolore, ha voluto sottolineare che l’icona del cinema d’azione era circondata dai propri cari e ha lasciato questo mondo in pace. “Per il mondo era un artista marziale, un attore e un simbolo di forza”, si legge nella dichiarazione. “Per noi era un marito devoto, un padre amorevole e il cuore della nostra famiglia”.
Dalla Walk of Fame alla leggenda dei meme
Mentre la notizia della scomparsa si diffondeva, i primi segni di cordoglio sono apparsi concretamente sulla Walk of Fame di Los Angeles, dove una corona di fiori scarlatti e un mazzo di rose bianche sono stati deposti dai fan accanto alla stella che porta il suo nome. Un tributo spontaneo che celebra non solo l’attore dei film d’azione anni Ottanta – da “Delta Force” a “Missing in Action” fino a “Invasion U.S.A.” – ma anche il fenomeno culturale che, dagli albori del web, lo ha reso immortale. Dal 2005, i cosiddetti “Chuck Norris facts” hanno invaso la rete: milioni di meme satirici che attribuivano all’eroe invincibili poteri soprannaturali, parodiando la sua immagine di duro. Pillole celebri come “Chuck Norris può spezzare un atomo a mani nude” o “Chuck Norris non fa flessioni, spinge giù la Terra” hanno trasformato l’attore in un simbolo generazionale, conosciuto dai più giovani anche al di là dei suoi meriti cinematografici.
L’eredità del campione di arti marziali
Prima di diventare il volto dei film di serie B e delle serie tv di successo, però, Norris era un atleta a tutto tondo. Nato in Oklahoma nel 1940, scoprì le arti marziali durante il servizio militare in Corea, per poi tornare negli Stati Uniti e dominare le competizioni, vincendo sei campionati mondiali di karate professionistico nella categoria pesi medi tra il 1968 e il 1974. Il suo esordio sullo schermo avvenne accanto a Bruce Lee nel classico del 1972 “I tre dell’Operazione Drago” (Way of the Dragon), un duello che rimane ancora oggi uno dei più celebri della storia del cinema. Nei decenni successivi, con la sua barba folta e la sua stazza imponente, ha costruito una carriera solida fatta di eroi silenziosi, veterani giustizieri e, infine, del ranger che per otto stagioni ha insegnato i valori della legge ai telespettatori.
L’ultimo saluto tra politica e spettacolo
La notizia del decesso ha naturalmente suscitato le reazioni del mondo dello spettacolo e non solo. Il governatore del Texas Greg Abbott ha ricordato come lo stato perda un’icona, sottolineando il legame profondo tra il personaggio di Walker e il territorio. Anche il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha voluto rendere omaggio alla memoria dell’attore, ricordandolo come un grande sostenitore e, con un pizzico di ironia che ben si addice alla sua figura, un uomo contro cui nessuno avrebbe voluto combattere. L’attore lascia la moglie Gena O’Kelley e i cinque figli avuti dai due matrimoni, eredi di un’eredità artistica e culturale che va ben oltre il semplice cinema d’azione.




