Sinner e Musetti volano agli ottavi a Madrid: il presente azzurro tiene banco sulla terra rossa
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Redazione Sport
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Il Masters 1000 di Madrid continua a sorridere all’Italia, e lo fa con due interpreti che, pur muovendosi su percorsi diversi, condividono l’obiettivo di spingersi lontano nel tabellone. Jannik Sinner, testa di serie numero uno e leader del ranking mondiale, ha liquidato la pratica del terzo turno senza nemmeno sudare più del necessario: l’avversario, il danese Elmer Moller, proveniente dalle qualificazioni e fermo al 169esimo posto Atp, è stato un ostacolo largamente inferiore alle aspettative, e il 6-2, 6-3 finale ne è stata la logica conseguenza. Un successo, quello dell’altoatesino, che non richiede particolari approfondimenti tattici – se non nella capacità di gestire l’inerzia del match senza mai concedere un controbreak – e che proietta Sinner direttamente negli ottavi, dove lo aspetta un avversario ancora da definire ma certamente temibile.
L’autorità di un numero uno che non conosce distrazioni
Sul rettangolo di terra battuta madrilena, bastano pochi minuti per capire che l’inerzia della partita non sarebbe mai stata messa in discussione. Sinner, e lo si è visto già nei primi scambi, ha imposto un ritmo al quale Moller – nonostante qualche guizzo lodevole – non ha saputo replicare: il danese ha provato a variare il gioco, alternando palle corte a tentativi di accelerazione, ma la solidità del numero uno Atp ha annullato qualsiasi tentativo di sorpresa. L’azzurro si è concesso qualche errore gratuito solo nei momenti di vantaggio, senza mai perdere la concentrazione nei game decisivi. Il punteggio non mente: due set dominati, neppure un’ora e mezza di partita, e la sensazione che questo Sinner, anche su una superficie storicamente meno congeniale come la terra rossa, stia viaggiando su un altro pianeta rispetto alla maggior parte degli avversari. Per lui, adesso, arriva la fase più calda del torneo: quella dove i punti pesanti si traducono in partite vere.
Musetti ritrova e gioco: Griekspoor eliminato in due set
Diversa, quasi opposta, la storia di Lorenzo Musetti. Il carrarino, reduce da un periodo complicato tra piccoli infortuni e rendimento altalenante, ha offerto contro l’olandese Tallon Griekspoor una prestazione che sa di rinascita. Finita 6-4, 7-5, la partita è stata un concentrato di solidità mentale e colpi di classe: Musetti ha saputo soffrire nei momenti chiave – in particolare nel secondo set, quando Griekspoor ha provato a strappargli il servizio sul 5-5 – e ha chiuso con un passante di rovescio che sapeva di liberazione. «Ho avuto bisogno di tempo per recuperare, adesso mi sento bene», ha spiegato il toscano in conferenza stampa, riferendosi alla gestione della condizione fisica dopo l’infortunio che lo aveva frenato nelle scorse settimane. Una dichiarazione che acquista valore proprio alla luce della prestazione: niente affanno muscolare, niente cali di tensione, anzi una capacità di scegliere il momento giusto per spingere che era mancata nei tornei precedenti, Barcellona compreso.
L’ostacolo Lehecka e il vero esame sulla terra di Madrid
L’ottavo di finale che attende Musetti martedì 28 aprile – data ormai certa nel tabellone – ha un nome e un cognome pesanti: Jiri Lehecka. Il ceco, non sarà sfuggito agli appassionati, è lo stesso che ha sfidato Sinner in una recente finale di un Masters 1000, un dettaglio che rende l’idea del valore dell’avversario. Per Musetti si tratta di un primo vero banco di prova, quello che separa la bella vittoria di oggi – indiscutibile, ma pur sempre contro un giocatore alla portata – da un risultato di spessore che rilancerebbe le sue ambizioni. Il problema fisico che lo ha attanagliato negli ultimi mesi sembra ormai alle spalle, o almeno così lascia intendere il modo in cui ha retto gli scambi prolungati con Griekspoor, ma la verità sul rettangolo verde verrà scritta solo contro Lehecka. Sul fronte opposto, invece, Sinner continuerà a fare il suo mestiere: vincere, possibilmente senza sprechi, e mandare segnali chiari a chiunque, sulla terra come sul cemento, pensi di potergli tenere il passo.




