Fisco scava nelle e-fatture per nuovi pignoramenti, Cna avverte: "Attenzione alle aziende sane"

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Un archivio digitale di 2,5 miliardi di documenti, depositato nel cuore dei sistemi informatici dell'Agenzia delle Entrate, si prepara a diventare la mappa definitiva per stanare i debiti fiscali. Quelle fatture elettroniche, infatti, custodiscono non solo il valore delle transazioni ma anche, e soprattutto, la rete di rapporti commerciali che lega imprese e professionisti. È proprio questa rete, fatta di crediti e di obbligazioni, a essere ora nel mirino dell'Agenzia della riscossione, che potrà accedere ai dati per individuare con precisione chirurgica le somme da aggredire presso i clienti dei contribuenti morosi. Una procedura, questa, che si annuncia particolarmente incisiva poiché mira a intercettare i pagamenti ancor prima che giungano nelle mani del debitore, rendendo di fatto più complesso eludere il fisco.

La base legale della stretta

La nuova frontiera del contrasto all'evasione trova il suo fondamento nella legge di Bilancio per il 2026, la numero 199 del 2025, i cui commi 117 e 118 autorizzano esplicitamente l'utilizzo delle informazioni ricavate dalle e-fatture a fini esecutivi. L'obiettivo dichiarato è quello di recuperare i crediti iscritti a ruolo, ossia quelli già definitivamente accertati, attraverso un pignoramento presso terzi basato su dati certi e aggiornati. L’idea, di una semplicità quasi lapalissiana, è che se un’impresa emette regolare fattura verso un suo committente, quel documento testimonia l’esistenza di un credito commerciale che, se quella stessa impresa è a sua volta debitrice verso l’Erario, può essere legalmente sottratto al suo destinatario e dirottato verso le casse dello Stato.

Il monito del mondo produttivo

Se da un lato la misura viene presentata come un potente acceleratore per la riscossione, dall'altro solleva perplessità in una parte del sistema economico. Giovanni Cugliari, presidente di Cna Calabria, ha espresso forti riserve sulla filosofia che sembra ispirare questa e altre misure della nuova stagione fiscale, indicata da alcuni come più rigida. "Una politica fiscale efficace", ha sottolineato Cugliari, "deve contrastare gli abusi senza mettere in difficoltà le imprese che creano reddito e occupazione". La Confederazione, nel suo insieme, teme che la stretta sulle compensazioni e l'aggressività dei recuperi possano sortire un effetto controproducente, spostando il rischio dall'ambito fiscale a quello economico e finendo per penalizzare anche chi, pur in temporanea difficoltà, rappresenta un tessuto produttivo vitale per il Paese.

Il nodo della protezione dei dati

Un aspetto non secondario, e che richiederà una vigilanza attenta, riguarda il delicato equilibrio tra efficacia della riscossione e tutela della privacy. La norma, infatti, consente all'Agenzia della riscossione di analizzare i dati delle fatture emesse non solo dai diretti debitori ma anche dai loro coobbligati, per avviare poi procedure esecutive presso i terzi indicati. Si tratta di un potere di analisi molto esteso, la cui concreta attuazione dipenderà dalle modalità che saranno definite dal provvedimento attuativo. La formulazione della legge, come è stato notato, non prevede un passaggio preventivo al Garante per la protezione dei dati personali, elemento che rende ancora più cruciale monitorare come saranno tracciati i confini di un'operazione tanto invasiva nella sua potenzialità quanto mirata nella sua finalità dichiarata.

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