Benito Nonino: l'addio al pioniere della grappa
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Redazione Interno
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Benito Nonino, l'anima della rinomata distilleria friulana, ci ha lasciato. Lui e sua moglie Giannola erano una coppia inseparabile, sia nella vita privata che nel lavoro. Il loro successo è il risultato di un impegno condiviso, in cui è difficile attribuire a ciascuno un ruolo specifico.
Un legame indissolubile
Benito era un uomo di poche parole, ma un vero maestro tra gli alambicchi. Giannola, al contrario, era un vulcano di idee e sempre in viaggio per il mondo a diffondere la cultura della loro grappa, un simbolo dell'Italia. La loro storia è un esempio di intuizione e identità, che appartiene a tutti noi.
Una storia tutta friulana
La storia della famiglia Nonino, che continuerà a essere scritta, è profondamente radicata nel Friuli. La narrazione che emerge dai loro alambicchi a Percoto è quella di una famiglia e di una cultura. Un racconto tenuto insieme da legami d'amore, capace di superare ogni avversità.
Un addio commosso
Il mondo della grappa è in lutto per la perdita di Benito Nonino. Nella notte del 7 luglio, l'uomo che, insieme a sua moglie Giannola, ha rivoluzionato il distillato italiano per eccellenza, ci ha lasciato.
Un innovatore nel mondo della grappa
Nato nel 1934 e discendente di una famiglia che distillava grappa dal 1897, Benito Nonino è stato un grande innovatore. Con la passione per il suo lavoro, ha trasformato la sua azienda in un marchio conosciuto in tutto il mondo. Ha elevato la grappa, un prodotto della tradizione contadina considerato "povero", a un distillato raffinato ed elegante, degno di entrare nell'Olimpo dei grandi distillati mondiali.




