Perché il "semestre filtro" divide l'università e la politica

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il nuovo sistema di accesso ai corsi di laurea in Medicina e Chirurgia, il cosiddetto "semestre filtro", continua a sollevare aspre polemiche, configurandosi non come un mero tecnicismo accademico bensì come una questione politica dall'alto valore simbolico. Valentina Chinnici, deputata regionale siciliana e vice segretaria del Partito Democratico, lo ha definito senza mezzi termini "un colpo alla speranza e al futuro dei nostri giovani e del nostro Sistema Sanitario Nazionale", giudicando indegne le parole del Ministro dell'Università. La sua critica, che si inserisce in un dibattito già incandescente, punta il dito contro una misura che, a suo avviso, tradisce la promessa di valorizzare il merito trasformandola in uno sbarramento arbitrario e demotivante.

Lo studio che riabilita parzialmente il vecchio test

Se la riforma attuale è al centro del fuoco incrociato, un'indagine congiunta di due atenei piemontesi offre un'inedita prospettiva storica sul modello precedente, quello del test a quiz unico nazionale spesso bollato come "lotteria". La ricerca, i cui autori hanno analizzato dati statistici su performance e carriere, dimostra come quel meccanismo – pur con i suoi limiti evidenti, come le domande di cultura generale talvolta bizzarre – possedesse in realtà una "buona capacità predittiva". Coloro che superavano la prova, infatti, mostravano in media una maggiore probabilità di laurearsi nei tempi previsti e con votazioni elevate, mentre chi veniva respinto avrebbe incontrato, stando ai numeri, difficoltà sostanziali nel portare a termine il percorso. Un dato che, se da un lato non assolve le storture del vecchio sistema, dall'altro ne legittima il principio selettivo, gettando un'ombra di dubbio sulla necessità di una rottura così netta come quella rappresentata dal semestre.

La protesta si concretizza in centinaia di reclami

Dalle aule parlamentari alle segreterie delle facoltà, il malcontento non rimane confinato alle dichiarazioni. A Bari, per fare un esempio tra i molti, già duecento reclami sono stati formalmente presentati dai candidati coinvolti nelle due tornate d'esame del semestre filtro, contestate per modalità e contenuti. Quella che in molti, con un'immagine vivida, avevano ribattezzato "Hunger Games" all'atto del suo esordio, si è materializzata in una procedura che gli studenti giudicano lontana dai principi del diritto allo studio. Le proteste, che attraversano il Paese, segnalano uno scollamento percepito tra l'intenzione declaratoria della riforma e la sua applicazione concreta, vissuta da una parte significativa degli aspiranti medici come un percorso ad ostacoli più che come un'opportunità di valutazione equa.

Il parere severo del mondo accademico

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