Inter, un mercato estivo sotto accusa e una squadra che invecchia
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Redazione Sport
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Il mercato estivo dell’Inter, che aveva suscitato non poche aspettative, finisce oggi sotto la lente critica di Tuttosport. Con un’età media di 30 anni e 306 giorni, la squadra nerazzurra si presenta come la più anziana dal lontano 1994-95, un dato che, se da un lato testimonia l’esperienza di un gruppo rodato, dall’altro solleva dubbi sulla capacità di rinnovamento e sulla sostenibilità di un progetto a lungo termine. Tra gli acquisti, spiccano nomi come Valentín Carboni, considerato un talento di prospettiva, e Josep Martínez, per il quale sono stati spesi 15 milioni di euro senza che finora abbia trovato spazio in campo. A questi si aggiungono i due arrivi a parametro zero, Piotr Zielinski e Mehdi Taremi: il primo, già protagonista di alti e bassi al Napoli, sembra non aver ancora trovato la continuità necessaria, mentre il secondo, abituato a un ruolo da titolare fisso al Porto, fatica ad adattarsi a un impiego più intermittente.
La situazione in campo, del resto, non sembra aiutare. Dopo un avvio di stagione promettente, l’Inter ha subito una frenata che ha portato a due sconfitte consecutive, prima a Firenze e poi a Torino. La caduta allo Stadium, pur di misura, ha lasciato il segno, non solo per il risultato in sé ma per le dinamiche che l’hanno accompagnata. Simone Inzaghi, tecnico nerazzurro, ha già iniziato a lavorare sugli errori emersi, consapevole che gli scontri diretti con le rivali stanno assumendo un trend preoccupante: una vittoria contro l’Atalanta, pareggi con Napoli, Milan e Juventus, e due sconfitte contro rossoneri e bianconeri. Restano ancora da affrontare partite chiave, tutte fuori casa, che potrebbero rivelarsi decisive per gli equilibri della stagione.
Nel post-partita contro la Juventus, le parole di Henrikh Mkhitaryan hanno monopolizzato il dibattito. Il centrocampista armeno, considerato uno dei più saggi dello spogliatoio, ha sottolineato come l’Inter, quando gioca bene, sia “ingiocabile”, come dimostrato nel primo tempo contro i bianconeri. Tuttavia, ha anche ammesso che la squadra tende a essere “un po’ troppo presuntuosa”, un’affermazione che, se ripetuta due volte, sembra riflettere un sentimento condiviso da gran parte del gruppo. Inzaghi, dal canto suo, è apparso il più arrabbiato di tutti, tanto da esprimere chiaramente il suo disappunto nello spogliatoio dopo il secondo tempo.




