Sinner-Shelton, il decimo duello: il tabù che l'americano vuole spezzare
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Redazione Sport
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Si dice che per spezzare una maledizione si debba fare affidamento prima di tutto sulla ragione e sul cambiamento di prospettiva. Ben Shelton, da tempo alle prese con un tabù che porta il nome e il cognome di Jannik Sinner, ha evidentemente deciso di lavorare su entrambi i fronti. L'azzurro, che domani lo attende per la decima volta in carriera nel quarto di finale degli Australian Open, gli ha infatti concesso appena zero set negli ultimi oltre due anni, un dato statistico che – è superfluo dirlo – pesa come un macigno e che spiega perché l'incrocio di Melbourne sia stato accolto dallo statunitense con ogni probabilità senza alcun sorriso.
Un precedente dominante e un allarme fisico
Il match, in programma sulla Rod Laver Arena non prima delle nove di mattina ora italiana, rappresenta il banco di prova più complesso per il campione in carica, reduce dalle vittorie nelle ultime due edizioni e finora mai scosso nel suo cammino. I precedenti, del resto, parlano di un dominio quasi assoluto: otto successi su nove per Sinner, i quali, uniti alla qualità del tennis espresso nella fase iniziale del torneo, lo indicano senza mezzi termini come il grande favorito. C'è però un elemento, emerso nelle ultime ore, che potrebbe alterare gli equilibri sul campo: la condizione fisica dell'altoatesino, oggetto di attenzione da parte del suo staff e fonte di un lieve allarme, non sembra essere al massimo, un dettaglio non trascurabile in uno scontro al meglio dei cinque set.
Le ragioni di una possibile rimonta
Proprio su simili presupposti, alcuni osservatori – come l'ex tennista Tim Henman – ritengono che Shelton possa finalmente trovare la chiave per impensierire il numero uno del tabellone. L'americano, dal canto suo, ha mostrato muscoli e progressi nel suo giaggio, migliorando alcuni aspetti del suo tennis esplosivo e potenzialmente devastante. Un’evoluzione, questa, che va oltre la semplice potenza di servizio e che potrebbe rivelarsi utile per cercare di spezzare quel circolo vizioso di sconfitte che lo lega all'italiano, il quale, dal canto suo, sa di non poter contare solo sul peso dei precedenti.
La posta in palio e il percorso
La posta in palio, oltre al passaggio in semifinale, è particolarmente alta per entrambi: per Sinner si tratta di continuare la propria marcia verso il terzo Titolo consecutivo a Melbourne, un traguardo raro e prestigioso; per Shelton, invece, l'obiettivo è quello di compiere un passo storico, superando per la prima volta in una prova del Grande Slam quel muro che finora si è dimostrato invalicabile. Ad attenderli, nel penultimo atto, ci sarà il vincitore del match tra l'italiano Lorenzo Musetti e il serbo Novak Djokovic, un ulteriore motivo per non guardare troppo avanti e concentrarsi esclusivamente sull'ostacolo immediato, il più insidioso mai affrontato sinora in questo torneo per l’uno, e il più temuto per l’altro.




