Marianna Bello, ritrovata la giacca ma la donna è ancora dispersa

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Dopo cinque giorni di ricerche ininterrotte, l'unico indizio significativo emerso è una giacca, ritrovata poco prima del depuratore in contrada EsaChimento. L'indumento, recuperato verso le 18:30, apparterrebbe con certezza a Marianna Bello, la trentottenne di Favara della quale si sono perse le tracce da mercoledì mattina, dopo essere stata travolta dalla piena che ha invaso il collettore durante l'alluvione. Il ritrovamento, seppur cruciale, non ha modificato l'esito di una giornata conclusasi ancora una volta senza che la donna fosse stata localizzata.

Sforzi di ricerca senza sosta

Le operazioni, che hanno impegnato un numero considerevole di uomini e mezzi, non hanno conosciuto pause, nonostante la complessità del territorio da perlustrare. Il capo della Protezione civile regionale, che ha seguito personalmente la vicenda fin dall'inizio, ha ringraziato tutti per lo “sforzo immane” profuso, ricordando il suo immediato intervento a partire dalle dieci del mattino della scomparsa, con il coordinamento del sindaco di Favara e la mobilitazione dei propri uomini di Agrigento. Già il giorno successivo, su richiesta del primo cittadino e d’intesa con il prefetto, sono state inviate tre squadre di volontari cinofili con cani molecolari per affiancare i vigili del fuoco.

Un territorio sotto assedio

Le campagne del favarese si presentano come un territorio sotto assedio. Ovunque sono visibili squadre di vigili del fuoco, unità della Protezione civile e cinofile con i propri conduttori specialisti, che per il quinto giorno consecutivo setacciano meticolosamente ogni angolo. Lo sforzo collettivo e incessante è concentrato sul trovare Marianna, della quale, dopo essere stata inghiottita dalla furia delle acque, non è più emersa alcuna traccia. Le ricerche si sono progressivamente spostate a valle, verso il mare, seguendo il probabile percorso della corrente, ma finora senza esito.

Svuotamento dei laghetti e ispezioni mirate

Parallelamente, le squadre operative in supporto ai vigili del fuoco stanno procedendo con una meticolosa attività di svuotamento dei cosiddetti “laghetti” che si formano a monte e a valle delle briglie del vallone Cicchillo. A questa operazione si affiancano ispezioni mirate nel tentativo di seguire ogni possibile pista. La macchina dei soccorsi, nel suo complesso, prosegue senza arrendersi, mentre la speranza di ritrovare la donna, sebbene affievolita dal passare delle ore, continua a tenere unite le forze in campo in una corsa contro il tempo sempre più difficile.

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