Netanyahu accusa Biden di mancanza di sostegno mentre Washington cerca una svolta in Libano

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Tra le proteste di una delegazione del Forum dei familiari degli ostaggi e le grida dell’opposizione, Benjamin Netanyahu ha parlato ieri davanti alla Knesset per aggiornare le posizioni del governo sul conflitto. Il premier israeliano ha rivendicato di aver neutralizzato un ingranaggio importante dell’apparato militare nucleare iraniano nell’ultimo attacco di ottobre, sottolineando l'importanza strategica di tale operazione. Tuttavia, ha espresso delusione per la mancanza di sostegno da parte dell'amministrazione Biden, evidenziando le tensioni diplomatiche tra i due paesi.

Nel frattempo, secondo quanto riferiscono i media israeliani, il Libano ha consegnato la sua risposta alla proposta di tregua all'ambasciatore statunitense, e l'inviato della Casa Bianca Amos Hochstein si sta recando a Beirut per continuare i colloqui. La risposta ufficiale positiva del governo libanese al piano Usa di cessate il fuoco tra Hezbollah e Israele è stata presentata all'ambasciata americana di Beirut negli stessi minuti in cui un raid israeliano ha colpito il cuore della capitale, nei pressi del Parlamento, dell'Onu, dell'ufficio del primo ministro e di diverse ambasciate. Due missili hanno colpito il quartiere residenziale di Zoqaq al-Blat, provocando la morte di almeno quattro persone.

Hezbollah ha accolto la proposta Usa sulla tregua, ma Netanyahu ha frenato, esprimendo cautela riguardo alla reale volontà di Hezbollah di rispettare l'accordo. La situazione rimane tesa, con raid israeliani su Beirut e razzi di Hezbollah su Tel Aviv, mentre le diplomazie internazionali cercano di mediare una soluzione duratura al conflitto.

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