Merlier incanta ancora: tripletta al Tour de France 2026, caduta e ritiro per Gaviria

Merlier incanta ancora: tripletta al Tour de France 2026, caduta e ritiro per Gaviria
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Redazione Sport Redazione Sport   -   Tim Merlier, il velocista belga della Soudal Quick-Step, ha centrato il suo terzo successo in questa edizione del Tour de France vincendo in volata la dodicesima tappa, disputatasi giovedì 16 luglio sul traguardo di Chalon-sur-Saône. Il corridore fiammingo si è imposto con un'autorevole progressione negli ultimi 50 metri, regolando l'olandese Olav Kooij (Decathlon CMA CGM), giunto secondo, e il suo connazionale Jasper Philipsen (Alpecin-Premier Tech), terzo al traguardo.

Una vittoria che assume un sapore particolare, arrivata in una giornata speciale per Merlier, che ha potuto contare sul sostegno della moglie Cameron Vandenbroucke e del figlio Jules, presenti sul percorso e al traguardo per incitarlo. La frazione di 179,1 chilometri, partita dal Circuito di Nevers Magny-Cours, è stata caratterizzata da una serie di attacchi e da una violenta caduta nei chilometri finali che ha coinvolto diversi corridori, tra cui il colombiano Fernando Gaviria.

L'ascesa di Merlier e la corsa per la volata

Con questo tris di affermazioni su cinque volate fin qui disputate nella Grande Boucle, dopo i successi di Bordeaux e Bergerac, Tim Merlier si conferma il punto di riferimento assoluto per gli sprint in questo Tour de France, consolidando il proprio ruolo di velocista più in forma del momento.

La sua capacità di leggere la gara e di esplodere nel momento decisivo si è rivelata ancora una volta decisiva, superando la concorrenza di rivali quotati come Kooij, che ha ottenuto il quarto podio in questa edizione, e Philipsen, ancora una volta tradito dalla volata finale e costretto ad accontentarsi del terzo gradino.

Nonostante la pressione e la presenza di una concorrenza agguerrita, Merlier ha saputo gestire al meglio le energie e sfruttare il lavoro dei suoi compagni di squadra, che hanno lavorato per ricucire il gap su alcuni tentativi di fuga nelle fasi finali.

La caduta e il ritiro di Gaviria

L'ultimo chilometro della tappa è stato offuscato da una brutta caduta avvenuta a circa 300 metri dal traguardo, che ha coinvolto una decina di corridori. Tra questi, il colombiano Fernando Gaviria (Caja Rural-RGA) è stato il più sfortunato, riportando la frattura della clavicola che lo ha costretto al ritiro dalla corsa. Nella caduta sono stati coinvolti anche il norvegese Søren Wærenskjold, vincitore della tappa del giorno precedente, e il francese Dorian Godon, che hanno riportato diverse escoriazioni.

L'incidente ha inevitabilmente condizionato l'andamento della volata, creando scompiglio tra i corridori ancora in corsa per la vittoria di tappa.

La maglia gialla e le prospettive per i velocisti

La classifica generale non ha subito scossoni al termine della dodicesima frazione, con Tadej Pogacar (UAE Team Emirates XRG) che mantiene saldamente la maglia gialla con un vantaggio di 3'36" su Jonas Vingegaard (Visma-Lease a Bike) e di 4'06" su Remco Evenepoel (Red Bull-BORA-hansgrohe). Per i velocisti, dopo la tappa di Chalon-sur-Saône, le prossime opportunità si faranno più rare e selettive.

La tredicesima tappa, la più lunga della corsa con i suoi 205,8 chilometri da Dole a Belfort, presenterà la salita di prima categoria del Ballon d'Alsace, un ostacolo che potrebbe scoraggiare molti degli specialisti delle volate. La prossima occasione propizia per gli sprint è prevista per mercoledì prossimo a Voiron, mentre la tappa finale a Parigi, domenica 26 luglio, con il circuito di Montmartre da ripetere tre volte, rappresenta un'incognita per le ruote veloci.

Emozione e dedica alla famiglia

La vittoria di Chalon-sur-Saône ha un significato particolare per Tim Merlier, che ha potuto condividere il momento con la sua famiglia. Il corridore belga, che oggi ha tagliato il traguardo con il suo terzo successo stagionale, ha dedicato il trionfo al figlio Jules e alla moglie Cameron, presenti per sostenerlo. Sul podio, dopo la premiazione, Merlier ha portato il piccolo Jules e ha voluto immortalare l'istante con il leader della corsa, Tadej Pogacar, che ha accettato di firmare il cappellino del bambino.

"La visita della mia compagna e di mio figlio Jules è stata una motivazione in più per cercare la vittoria", ha dichiarato Merlier a fine tappa. "Lui è ancora piccolo, ma sono sicuro che si ricorderà di questa vittoria. Provo a vincere per loro, ed è stato speciale averli qui".

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