Venezia tra allagamenti e progetti dopo il nubifragio

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Mentre la città inizia la laboriosa opera di ripristino dopo le devastazioni provocate dal nubifragio di giovedì, con più di cento millimetri d’acqua abbattutisi su Mestre e addirittura centottanta su Mira nel giro di un paio d’ore, l’amministrazione guidata dal sindaco Luigi Brugnaro – rientrato precipitosamente dalle vacanze per gestire l’emergenza – inizia a delineare una strategia di difesa per il futuro. L’obiettivo primario, come emerso dagli uffici di Ca’ Farsetti, è quello di potenziare le infrastrutture idrauliche in quelle aree della terraferma particolarmente vulnerabili, che hanno pagato il prezzo più alto in termini di danni e disagi. In particolare, si punta a intervenire nei quartieri di Gazzera e Villabona, zone tradizionalmente meno protette e tra le più colpite dall’eccezionale evento atmosferico.

La conta dei danni, peraltro, è tutt’altro che conclusa e si stima già in milioni di euro il valore dei beni “spazzati via” dalla furia dell’acqua, con centinaia di famiglie coinvolte e attività economiche paralizzate. A Spinea, ad esempio, a tre giorni di distanza, molte abitazioni versano ancora in condizioni critiche, con locali seminterrati completamente allagati e strade rese impraticabili dal fango e dai detriti, un’eredità scomoda che il maltempo ha lasciato dietro di sé. Senza contare i non trascurabili problemi alla viabilità, con sottopassi trasformati in veri e propri bacini, e le interruzioni al servizio elettrico che hanno interessato circa duecento clienti nelle zone di via Colombo, via Caneve e via Einaudi.

A complicare un quadro già di per sé complesso, si è aggiunta ieri una nuova allerta gialla della Protezione Civile comunale, basata sui bollettini di Arpav, che preannunciava ulteriori fenomeni instabili tra il pomeriggio e la serata, con possibili rovesci e temporali, specialmente nelle aree pedemontane e in pianura. Una minaccia incombente che ha rallentato le operazioni di soccorso e messo a dura prova i cittadini, già provati dalla precedente ondata di maltempo.

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