Ostia, firmate 45 concessioni per il mare di Roma: «Stop ad abusi e proroghe»

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un cambio di passo radicale, quello che punta a scardinare vecchie logiche gestionali e a restituire trasparenza a uno dei motori turistici ed economici più importanti della Capitale, si è materializzato proprio all’avvio della stagione calda. Il Campidoglio ha ufficializzato i numeri di una profonda riorganizzazione demaniale, e a oggi sono ben 45 i contratti di concessione già formalmente sottoscritti sul litorale di Ostia.

Tra questi figurano non solo i lidi storici – riqualificati dopo anni di opacità – ma anche le 6 spiagge libere attrezzate e i 4 chioschi di Castel Porziano, regolarmente aperti dal 1° maggio.

La lista dei concessionari e le nuove aperture

L’elenco delle strutture che hanno ottenuto il via libera, come riportato da fonti ufficiali, comprende nomi noti ai frequentatori del litorale: Village, Salus, Elmi, Ristorante Edonè, Battistini, Lido Beach, Ristorante Lido, Kelly’s, El Miramar (sia ristorante che stabilimento), Il Capanno, Il Delfino, Plinius, Tibidabo, Le Dune, Lega Navale Italiana, La Vecchia Pineta, Dopolavoro Metro-Cotral, Venezia, Gambrinus, Orsa Maggiore, Zenit, La Bussola, La Bicocca, La Vela, La Bonaccia, Guerrino Er Marinaro, Il Gabbiano, L’Ancora, La Playa, Isola Fiorita, La Conchiglia, Chiosco Hakuna Matata, La

Spiaggia, Miami e La Marinella. A questi si aggiungono le recenti sottoscrizioni per Belsito, Marechiaro e La Nuova Pineta, perfezionate solo dopo la messa in pristino dei luoghi interessati da innovazioni non autorizzate; un passaggio, questo, che dimostra come la firma non sia più un atto dovuto, ma sia vincolata al rispetto delle prescrizioni.

Il riordino del litorale e il contrasto agli abusi

Questo percorso di riordino, regolarizzazione e rilancio non si limita alla semplice riapertura degli stabilimenti, ma investe il nodo centrale dell’uso corretto degli spazi pubblici e della certezza delle regole. L’assessore capitolino al Patrimonio ha ribadito una linea chiara, osservando che per troppo tempo Ostia è rimasta ferma, mentre oggi si volta pagina: chi non rimuove gli abusi – piccoli o grandi che siano rilevati durante i controlli – non firma e non apre.

Le statistiche parlano chiaro: sono 27 al momento le concessioni rilasciate dall’assessorato per gli stabilimenti che hanno ottemperato alla messa a norma, un numero destinato a salire man mano che vengono risolte le difformità edilizie.

Novità gestionali e sviluppi giudiziari

Parallelamente al rilascio dei titoli, il riassetto ha portato a un ricambio significativo nella gestione di diverse strutture balneari. Tra i lidi che hanno visto l’ingresso di nuovi operatori figurano El Miramar, Edonè, Battistini, Ristorante Lido, Orsa Maggiore, La Vecchia Pineta, Bicocca, Vela, Playa, Marinella, Miami, La Spiaggia e Kelly’s.

Sul fronte della legalità, tuttavia, il quadro resta complesso: alcuni stabilimenti – come Bicocca e Vecchia Pineta – risultano ancora in bilico a causa di contenziosi pendenti al Tar, mentre altri sono finiti sotto sequestro nell’ambito di un’inchiesta della Procura sulle difformità edilizie che ha portato all’apposizione di sigilli in nove diversi lidi nell’ultimo anno. In particolare, per lo stabilimento Arcobaleno Beach, i sigilli sono scattati nonostante le rassicurazioni dei bandi vinti in precedenza, un caso emblematico delle tensioni generate dalla stretta sulle concessioni.

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