La svolta di Apple: ChatGPT e Gemini entrano in CarPlay, iOS 27 punta tutto sull’intelligenza artificiale (e su un nuovo Siri a pagamento)
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Redazione Scienza e Tecnologia
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La mela morsicata, dopo anni di uno sviluppo a volte incerto e segnato da continui rinvii delle proprie funzionalità più avanzate, ha deciso che è giunto il momento di cambiare marcia. L’ecosistema Apple, e in particolare l’esperienza a bordo dei veicoli, si prepara ad accogliere una ventata di novità che profuma di intelligenza artificiale generativa, quella vera, quella che ormai muove il mercato. Non più solo promesse, dunque, ma progetti concreti: il primo passo, secondo le indiscrezioni rilanciate da Mark Gurman di Bloomberg e riprese da MacRumors, sarà l’apertura di CarPlay a chatbot di terze parti come ChatGPT di OpenAI, Claude di Anthropic e Gemini di Google -7-9. Una rivoluzione silenziosa, che permetterà agli automobilisti di interagire con questi assistenti vocali avanzati semplicemente toccando l’icona dell’applicazione prescelta sullo schermo dell’auto, con un’interfaccia vocale che si attiverà in modo automatico per garantire la necessaria sicurezza alla guida e consentendo, per esempio, di chiedere consigli su ristoranti o indicazioni stradali senza mai distogliere lo sguardo dall’asfalto -1-7.
Un’integrazione limitata, ma propedeutica al futuro
Bisogna però intendersi sull’effettiva portata di questa apertura. Non si tratterà, almeno in una prima fase, di una sostituzione di Siri, che rimarrà il fulcro del controllo vocale del sistema, quanto piuttosto di un arricchimento dell’offerta -7. Le app dei chatbot, una volta lanciate, fungeranno da assistenti specializzati, senza però poter accedere ai dati sensibili del veicolo o alle funzioni profonde dell’iPhone: rimarranno dei contenitori intelligenti, un po’ come avviene già oggi con le loro controparti web o mobili -1-3. Questa mossa, che potrebbe concretizzarsi nei prossimi mesi con un aggiornamento di iOS o essere rimandata alla versione 27 del sistema operativo, serve a colmare un vuoto e a offrire agli utenti ciò che la stessa Apple non è ancora stata in grado di dare con le sue sole forze -5-7.
La sensazione, leggendo le cronache degli analisti, è che a Cupertino siano perfettamente consapevoli del ritardo accumulato. Lo dimostra la scelta, ormai ufficializzata, di accordarsi con Google per utilizzare i modelli di Gemini come base per lo sviluppo della nuova versione di Siri, un'assistente vocale che ha fatto della staticità il suo peggior difetto negli ultimi anni -2-10. L’obiettivo dichiarato è quello di dotare Siri di funzionalità da chatbot a tutti gli effetti, e lo si farà con l’aggiornamento a iOS 27, dove debutterà un nuovo servizio noto internamente con il nome in codice di “Campos” -4-6. Questa nuova iterazione dell’assistente sarà profondamente integrata nel sistema, capace di “vedere” i contenuti sullo schermo, di analizzare documenti, di generare immagini e di compiere operazioni complesse tra diverse app, superando quella rigidità che ha sempre caratterizzato le risposte di Siri -8.
La strategia dei due tempi: iOS 26.4 e il grande passo con iOS 27
Il percorso verso questo rinnovamento seguirà una tabella di marcia precisa. Il primo assaggio, con ogni probabilità, arriverà con iOS 26.4, un aggiornamento già in fase di beta che introdurrà una versione più personalizzata e potente di Siri, basata su modelli linguistici di grandi dimensioni (LLM) e in grado di gestire domande complesse, eseguire compiti in più passaggi e riassumere informazioni trovata in rete -3-5-9. Sarà un passo intermedio, fondamentale per preparare il terreno al vero e proprio balzo in avanti. Parallelamente, gli ingegneri Apple stanno lavorando a una profonda pulizia del codice di iOS 27, un’operazione paragonabile a quella che fu “Snow Leopard” su Mac: l’obiettivo è migliorare la stabilità, la reattività e, soprattutto, l’efficienza energetica del sistema, elementi che diventeranno cruciali per sostenere il carico di lavoro richiesto dalle funzioni di intelligenza artificiale e per supportare al meglio i dispositivi del futuro, come un eventuale iPhone pieghevole -2.
Il nodo dei costi: un assistente a pagamento
Resta da sciogliere, e non è un dettaglio da poco, il nodo economico. Offrire un’intelligenza artificiale avanzata, capace di elaborare richieste in linguaggio naturale e di generare contenuti, ha un costo non indifferente in termini di potenza di calcolo, sia essa gestita su server proprietari o su infrastrutture cloud come quelle di Google. Per questo motivo, secondo le voci di corridoio, Apple starebbe valutando l’ipotesi di rendere a pagamento la versione “chatbot” di Siri che debutterà con iOS 27 -4-6. Ogni domanda posta, ogni immagine creata, richiederebbe risorse che difficilmente potrebbero essere sostenute senza un contributo da parte dell’utente, andando a creare un nuovo modello di business per i servizi dell’azienda. Un’ipotesi, questa, che segnerebbe uno strappo con la tradizione, ma che appare sempre più concreta man mano che ci si addentra nell’era dell’AI generativa. L’integrazione di ChatGPT in CarPlay e la rivoluzione di Siri non sono che i primi atti di una strategia molto più ampia, con la quale Apple cerca di recuperare il terreno perduto e di ridefinire il rapporto tra uomo e macchina, dentro e fuori dall’abitacolo.




