La città si tinge di verde, tra canti alpini e le prime ombre della cronaca

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   Genova si è svegliata sotto il segno delle penne nere, un’invasione pacifica ma dirompente quella che ha trasformato i caruggi e le piazze in un palcoscenico unico per la 97ª Adunata Nazionale degli Alpini. A venticinque anni di distanza dall’ultima storica edizione del 2001, il capoluogo ligure si prepara a vivere un fine settimana di commemorazione e festa, con un fitto programma che ha preso il via ufficialmente ieri con l’alzabandiera solenne in piazza De Ferrari, alla presenza delle massime autorità civili e militari. È un’ondata di canti, buonumore e tradizione quella che ha già riempito le cittadelle allestite ai giardini Brignole e al Waterfront, dove la macchina organizzativa, sotto la supervisione dell’Associazione Nazionale Alpini, ha messo in campo ogni risorsa per gestire un flusso di presenze che, secondo le stime, dovrebbe aggirarsi intorno alle quattrocentomila unità nel corso dei tre giorni. Eppure, sotto la superficie di questa accoglienza trionfale, il termometro della città segna anche qualche fastidio, anticipato da polemiche e culminato nelle prime, inevitabili, incresciose note di cronaca.

Le premesse di un clima acceso e i primi attriti sociali

Nelle settimane che hanno preceduto l’evento, l’aria era già elettrica. Se da un lato gli albergatori e i commercianti, con il presidente di Federalberghi Genova Carlo Tixe, esultavano per il tutto esaurito registrato già da un anno, dall’altro non sono mancati i momenti di tensione ideologica. La città – è inevitabile notarlo – è apparsa divisa tra l’abbraccio popolare e le rimostranze di movimenti femministi e antimilitaristi, che avevano annunciato un’accoglienza ben diversa da quella descritta dai primi arrivati. Questa frizione si è materializzata anche in alcuni gesti simbolici di segno opposto: se la Digos ha monitorato il fenomeno, non è passata inosservata la diffusione sui social del “gioco” chiamato “ruba la penna all’Alpino”, una sorta di braccio di ferro urbano tra frange antagoniste e i militari in congedo, culminato nella denuncia di un alpino che ha dichiarato di essere stato accerchiato da un gruppo di giovani che lo apostrofavano come “guerrafondaio”. Questi episodi, sebbene circoscritti, hanno contribuito a gettare un’ombra di cautela su quella che, per molti versi, resta una grande festa di popolo.

L’ombra delle molestie e la denuncia social dell’ex consigliere

Il clima è diventato più teso quando la cronaca si è spostata sui mezzi pubblici. Nelle prime ore dell’adunata è spuntata la denuncia, rimbalzata immediatamente attraverso i canali social, di Alice Salvatore, ex consigliere del Movimento 5 Stelle in Regione Liguria. La vicenda, che ha rapidamente alimentato il dibattito cittadino, si sarebbe consumata a bordo di un autobus: la donna ha raccontato di aver subito sguardi insistenti e atteggiamenti provocatori da parte di un gruppo di partecipanti all’adunata, descrivendo nel dettaglio la sensazione di essere stata “presa di mira” nonostante fosse le undici del mattino. Nella sua testimonianza, che ha definito un atto personale e non una generalizzazione nei confronti dell’intero militare, la Salvatore ha ricordato come il tema delle molestie durante i raduni sia stato affrontato dalla stessa Ana, che dopo l’edizione di Rimini del 2022 avviò il progetto "#controlemolestie" proprio per prevenire episodi simili. Dall’altra parte della barricata, alcuni partecipanti hanno tentato di minimizzare la portata del fenomeno, riducendolo a episodi di goliardia legati a un semplice “ciao bella signora”, una giustificazione che, però, rischia di riaccendere la polemica sulla linea sottile tra festa e mancanza di rispetto.

La macchina organizzativa e l’accoglienza delle istituzioni

In mezzo a queste schermaglie, la sindaca Silvia Salis ha voluto visitare personalmente l’area di accoglienza allestita al Padiglione Blu Jean Nouvel del Waterfront, accompagnata dall’assessora alla Sicurezza urbana Arianna Viscogliosi e dalla consigliera delegata all’evento, Vittoria Canessa Cerchi. La visita, a cui hanno preso parte anche i vertici di Porto Antico Spa e i referenti della comunicazione Ana, è servita a ribadire la volontà dell’amministrazione di offrire un’accoglienza organizzata e sicura, cercando di isolare le polemiche che, come sottolineato dal Sottosegretario alla Difesa Isabella Rauti nei giorni scorsi, avevano rischiato di “avvelenare il clima” prima ancora che la kermesse iniziasse. Il dato oggettivo, al momento, racconta di una città letteralmente invasa dal “fiume” di penne nere che hanno già riempito i bivacchi – compresi quelli abusivi spuntati come funghi in quartieri come la Foce – e che si apprestano a vivere la grande sfilata finale di domenica, un’ora cruciale per capire se lo spirito di fratellanza riuscirà a prevalere del tutto sulle ombre lasciate da questi primi giorni.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.