Vuelta 2026, Pogacar già show nella crono di Montecarlo: la seconda tappa è una lunga fuga verso Manosque
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Redazione Sport
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Il ciclismo che conta ha alzato il sipario sul Principato di Monaco, e lo ha fatto con un prologo che ha già messo in chiaro le gerarchie di questa Vuelta 2026. Dopo la cronometro inaugurale, disputatasi tra le curve e le salite che si affacciano sul Mediterraneo, la corsa spagnola si prepara ad affrontare quella che, sulla carta, è la prima grande occasione per i velocisti, ma anche un potenziale campo minato per chi non avrà le gambe giuste.
La seconda tappa, in programma oggi, è un vero e proprio viaggio: ben 215 chilometri che da Montecarlo porteranno il plotone fino a Manosque, nella Francia meridionale, attraversando un territorio che di piatto ha ben poco. Il via ufficiale è stato dato dal principe Alberto II, il quale ha abbassato la bandierina rossa ai Giardini Esotici, sancendo l'inizio di una frazione che, per lunghezza e per dislivello, rappresenta il primo vero banco di prova per le ambizioni di classifica e per la resistenza degli atleti.
Un percorso insidioso e la lunga via verso la Francia
La partenza, fissata alle 12.42 con il via neutralizzato, ha visto i 184 ciclisti schierati sotto il sole della Costa Azzurra, pronti ad affrontare un tracciato che si preannuncia tutt'altro che scontato. Sebbene Manosque non rappresenti un arrivo per scalatori puri, il profilo altimetrico della seconda tappa della Vuelta è costantemente mosso, con due Gran Premi della Montagna di terza categoria posizionati nei chilometri iniziali.
Questi primi scatti, seppur non durissimi, potrebbero favorire la nascita di una fuga destinata a durare a lungo, vista la distanza considerevole che separa il via dal traguardo francese. La carovana si muove lungo le strade che dalla riviera ligure-francese risalgono verso l'interno, passando per paesaggi che alternano colline a tratti più pianeggianti, in un continuo saliscendi che metterà a dura prova la concentrazione dei corridori.
La scelta di partire da Monaco, per la prima volta nella storia della corsa, aggiunge un fascino particolare a questa edizione, con il palazzo dei principi, che domina il Rocher dal 1297, a fare da suggestivo sfondo alle operazioni di partenza.
Le voci dal mondo del ciclismo e il pensiero di Martinelli
Mentre la corsa si dipana lungo l'asfalto francese, gli addetti ai lavori commentano quanto visto nella cronometro di ieri, e le attenzioni sono tutte concentrate sulla prestazione del grande favorito. Il direttore sportivo Giuseppe Martinelli, uno dei tecnici più decorati del panorama ciclistico mondiale, ha seguito la tappa inaugurale dal divano di casa sua, a Lodetto di Rovato, e non ha nascosto il suo stupore per la prova offerta da Tadej Pogacar.
Secondo il "comandante", la vittoria nella crono di Montecarlo non è stata solo una questione di potenza pura, ma anche di tecnica sopraffina: per districarsi tra le curve strette e le asperità del percorso monegasco, ha spiegato Martinelli, non bastavano gambe performanti, ma era necessaria una capacità di guida della bicicletta davvero eccezionale, un talento che il fenomeno sloveno ha dimostrato di possedere in abbondanza. Non è un caso, quindi, che tutti gli occhi siano puntati su di lui in vista del primo arrivo in salita di questa Vuelta.
La terza tappa già nel mirino e l'aria dei Pirenei
L'aria che si respira nel gruppo è già quella dei grandi appuntamenti, perché sebbene la tappa di oggi sia lunga e insidiosa, è già domani che il vero spartiacque della corsa potrebbe cominciare a delinearsi. La terza frazione, che da Gruissan condurrà il plotone fino a Font Romeu, rappresenta il primo arrivo in quota della Vuelta 2026, seppur ci si trovi ancora sul versante francese dei Pirenei.
È qui che Tadej Pogacar potrebbe gettare il guanto di sfida, cercando di imporre la sua legge sin dalle prime asperità e andando a testare la consistenza dei suoi avversari, per capire chi tra questi avrà il coraggio e le gambe per tenere la sua ruota quando la strada inizierà a pendere verso l'alto.
Il passaggio dalla Francia alla Spagna, che si concretizzerà nei prossimi giorni, è un momento topico di questa Vuelta, e il fatto che cinquanta star dello sport e l'intero gruppo dei corridori abbiano lanciato un messaggio di pace con il principe Alberto testimonia l'importanza mediatica e simbolica di una partenza che ha unito il glamour del Principato alla durezza della competizione.
In attesa di scoprire come evolverà la tappa di oggi, la classifica generale è ancora cortissima, ma le sensazioni sono già quelle di chi sa che ogni secondo, ogni abbuono e ogni metro di asfalto possono rivelarsi decisivi per il futuro della corsa.
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