Tiziano Ferro, il tour “Stadi 26” parte da Lignano tra nuovi successi e vecchie cicatrici

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   L'attesa è finita, e con essa quel silenzio che, a tratti, sembrava quasi irreparabile. Questa sera, 30 maggio, Tiziano Ferro inaugura il suo “Stadi 26” dal palco dello Stadio Teghil di Lignano Sabbiadoro, dando il via a un viaggio che lo riporterà sotto i riflettori più imponenti d'Italia.

Si tratta di un ritorno carico di significati non solo musicali, se si considera che l’ultima “data zero” tenuta dall’artista in questo stesso luogo, anni fa, fu il preludio di un tour complicato da un serio problema a una corda vocale: un’affezione che, come molti ricorderanno, costrinse Ferro a un lungo silenzio forzato, rendendo questa performance odierna una sorta di riparazione simbolica oltre che di festa.

Un racconto musicale da oltre 400mila biglietti

L’evento, prodotto da Live Nation, celebra due anniversari e obiettivi commerciali di rilievo: i venticinque anni di “Xdono”, il singolo che nel 2001 lo lanciò nell’olimpo delle hit europee, e la presentazione live del progetto “Sono un grande (Deluxe)”. Con oltre 400mila tagliandi già staccati per l’intera serie di appuntamenti, l’artista romano (che vanta vendite per più di venti milioni di dischi nel mondo) dimostra una tenuta di pubblico che poche figure del panorama italiano possono eguagliare.

La scaletta, ricca di oltre trenta brani, è pensata per attraversare trasversalmente le sue fasi artistiche: ci si sposta dalle influenze r’n’b degli esordi fino alle sonorità urban dell’ultimo lavoro, passando naturalmente per i tormentoni pop che hanno segnato generazioni di ascoltatori.

Lo spettacolo – che richiama direttamente l’ultimo tour del 2023 capace di raccogliere 570mila presenze – si avvale di una struttura imponente: tre maxi-schermi per oltre sessanta metri di larghezza, una passerella centrale di 24 metri e una band internazionale guidata dal direttore musicale Luca Scarpa, per non parlare del corpo di ballo coordinato dal coreografo Carlos Kamizele.

Le canzoni in programma, da “Sere nere” a “Imbranato”, da “Rosso relativo” a “Alla mia età”, sono state selezionate dallo stesso cantautore con l’obiettivo dichiarato di trasformare ogni data in un grande coro collettivo, escludendo volutamente i brani meno conosciuti per privilegiare il ritmo corale dello stadio.

Le tappe e un sold out annunciato

Dopo la data-zero di questa sera di fronte a circa 22mila fan, il tour toccherà i principali stadi della penisola. A Milano, dove il primo appuntamento del 6 giugno è già andato esaurito, è prevista una seconda serata a San Siro il giorno successivo; si proseguirà poi il 10 giugno all’Allianz Stadium di Torino, il 14 allo Stadio Dall’Ara di Bologna, il 18 all’Euganeo di Padova, per arrivare il 23 al Diego Armando Maradona di Napoli.

Roma ospiterà due date il 27 e 28 giugno (con la prima già sold out), mentre la lunga cavalcata estiva si concluderà il 12 luglio allo Stadio San Filippo di Messina, passando per Ancona (3 luglio) e Bari (8 luglio). A rendere questa carovana particolarmente dinamica è la gestione delle collaborazioni: sul palco saliranno alcuni degli ospiti della riedizione deluxe, come Lazza a Milano, Ditonellapiaga e Shiva nella seconda serata del capoluogo lombardo, mentre Giorgia e Ariete sono attese a Roma.

La vigilia e le parole dell’artista

Alla vigilia del debutto, Ferro ha parlato del palco come di un “day off dalla vita”, sottolineando con ironia la necessità di portarsi dietro una logopedista per preparare la voce e una psicologa per “le altre necessità”.

Questa sincerità, che rasenta la confessione, emerge anche nella scelta di aprire il concerto con “Sono un grande” (title track dell’ultimo album) e chiudere con “Xdono”, in un ideale percorso che va dall’autostima attuale alle fragilità di un esordiente: una struttura narrativa che rifiuta la nostalgia fine a se stessa per abbracciare la complessità di un artista che, dopo aver vissuto tra Los Angeles e i riflettori, si riappropria dei propri spazi.

I riflettori si accenderanno dunque alle 21, mentre i cancelli saranno aperti già dalle 17: un’organizzazione capillare per gestire il flusso dei fan arrivati in massa sin dalle prime ore del mattino, pronti a cantare quelle canzoni che, come ha spiegato l’artista, “entrano nel tessuto della gente”.

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