Dai 30 mila ettari del Prosecco ai 17 dei Colli di Conegliano: tutti i numeri del vino veneto

Dai 30 mila ettari del Prosecco ai 17 dei Colli di Conegliano: tutti i numeri del vino veneto
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Redazione Economia Redazione Economia   -   Quello del Prosecco Doc è un impero che si estende su quasi trentamila ettari e due Regioni. Quello dei Colli di Conegliano è un piccolo feudo da 17 ettari. Analizzare questi due estremi rende la varietà del Veneto del vino: 14 Docg, 29 Doc e 10 Igt. Realtà nell'ultimo periodo alle prese con il dibattito innescato da Mister Amarone, Sandro Boscaini, presidente di una realtà quotata in Borsa e attiva sui mercati mondiali come Masi Agricola.

La mappa delle denominazioni venete

Le denominazioni di origine controllata e garantita elencate dalla Regione Veneto comprendono Amarone della Valpolicella, Bagnoli Friularo, Bardolino Superiore, Colli Asolani Prosecco o Asolo Prosecco, Colli di Conegliano, Colli Euganei Fior d'Arancio, Conegliano Valdobbiadene Prosecco, Lison, Montello rosso, Piave Malanotte, Recioto della Valpolicella, Recioto di Gambellara, Recioto di Soave e Soave superiore.

A queste si affiancano le Doc, tra cui Arcole, Bagnoli di Sopra, Bianco di Custoza, Breganze, Colli Berici, Colli Euganei, Corti Benedettine del Padovano, Gambellara, Garda, Lessini Durello, Lugana, Merlara, Monti Lessini, Piave, Prosecco, Riviera del Brenta, San Martino della Battaglia, Soave, Valdadige, Valpolicella, Valpolicella ripasso, Venezia e Vicenza.

Il peso del Prosecco e la crescita dei rossi veronesi

I numeri delle superfici vitate raccontano una gerarchia precisa. Il Prosecco Doc e Docg occupa circa ventimila ettari, il Soave si estende su settemila ettari e i rossi della Valpolicella coprono ottomila ettari. La denominazione Valpolicella, in particolare, ha raggiunto una superficie stabilizzata a 8.614 ettari, con una filiera composta da oltre duemiladuecento aziende tra produttori, vinificatori e imbottigliatori. Il Conegliano Valdobbiadene Prosecco, cuore storico della spumantistica veneta, rappresenta la punta qualitativa della denominazione più estesa.

L'Amarone guida i Tre Bicchieri 2027

Tredici Amarone della Valpolicella Docg sono in testa alla classifica enologica del Veneto firmata Gambero Rosso. Seguono il Valdobbiadene e il Soave con sette etichette ciascuno. Quest'anno la Guida Vini 2027 ha insignito 49 Tre Bicchieri a bianchi, rossi, rosati e spumanti veneti, di cui 31 veronesi. L'unica new entry è La Collina dei Ciliegi di Grezzana, che ha conquistato il riconoscimento con un vino prodotto con il 70% di garganega coltivata tra i 560 e i 610 metri di altitudine.

Per il resto la guida conferma la reputazione di aziende già presenti nelle precedenti edizioni, tra cui Allegrini e Secondo Marco per l'Amarone e Graziano Prà per il Soave.

Le sorprese tra bianchi e spumanti

La garganega regala soddisfazioni su tutto il fronte del Soave, dal Classico al Superiore, rappresentato da sette aziende portabandiera. I critici enologici li definiscono «vini immediati e fragranti, che sanno invecchiare a lungo». Spostandosi verso il lago di Garda, Le Fraghe e Zeni 1870 si distinguono per il Chiaretto di Bardolino e il Bardolino Superiore, mentre Cavalchina e Monte del Frà portano alla ribalta il Custoza Superiore.

Sul fronte orientale cresce l'attenzione per il Lessini Durello, dove la durella viene interpretata attraverso il metodo classico nelle riserve di Ca' Rugate e Fongaro Spumanti. La Guida Vini del Gambero Rosso si pronuncia a favore della valorizzazione dei vitigni autoctoni e delle peculiarità territoriali.

Il dibattito sulla «Disobbedienza»

Dopo «Autenticità», scelta nel 2026, la parola d'ordine della Guida Winemag 2027 è «Disobbedienza». Quella che, a nostro avviso, può traghettare il vino italiano fuori dal pantano lasciato da anni di vacche grasse: stagioni in cui il successo ha finito troppo spesso per confermare ogni scelta, ingessando il settore e rallentandone il progresso e la capacità di visione. Le selezioni dei migliori vini e delle migliori cantine italiane dell'anno partono anche da questa riflessione.

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