Prosecco, via libera regionale a nuovi ettari per la Doc. Il confronto a Cimadolmo
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Economia
-
Il percorso che porterà a un ampliamento stabile del potenziale produttivo della Doc Prosecco ha superato un passaggio decisivo, poiché le Regioni Friuli Venezia Giulia e Veneto ne hanno approvato l’avvio formale, chiudendo così la fase tecnica necessaria a recepire la richiesta del Consorzio di Tutela. Quest’ultimo, da tempo, segnalava la necessità di superare il limite fisso di 24.450 ettari idonei alla coltivazione del vitigno Glera, un tetto definito ormai tredici anni fa con il cosiddetto blocco tipologia. Negli ultimi anni, quel limite è stato integrato – di fatto – da attingimenti temporanei che, tra il 2021 e il 2025, hanno garantito in media circa seimila ettari aggiuntivi ogni annata, un provvedimento straordinario che ora potrebbe diventare struttura permanente.
La richiesta del Consorzio e il nodo della domanda
Già nello scorso settembre, in piena fase di vendemmia, il Consorzio aveva formalmente chiesto alle due amministrazioni regionali competenti un attingimento supplementare da 6.050 ettari, una misura resa necessaria per far fronte a una domanda di mercato che si dimostra in costante crescita, nonostante le barriere tariffarie imposte dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Il Veneto, nello specifico, ha espresso il suo assenso con una delibera recente firmata dall’assessore competente, prendendo atto della necessità di “provvedere ad un adeguamento del potenziale della Doc Prosecco”, con l’obiettivo di giungere a una superficie complessiva di circa trentamila ettari, una soglia che appare ormai indispensabile per sostenere lo sviluppo del settore.
Un modello di successo al centro del dibattito
La discussione sulle prospettive e sull’identità del “Sistema Prosecco” ha trovato un momento di confronto collettivo in una serata a Cimadolmo, dove oltre settecento produttori hanno gremito il Pattinodromo Comunale per ascoltare analisi e interventi sul presente e sul futuro del comparto. All’incontro era presente anche il presidente nazionale di Coldiretti, il quale, nel corso del suo discorso molto atteso dalla platea, ha rimarcato con forza il ruolo del Prosecco come esempio vincente su scala globale, definendolo “un prodotto che parla a tutte le generazioni e tutti i territori”, una dichiarazione che sottolinea la trasversalità di un successo divenuto ormai un caso di studio.
Le valutazioni e il bilancio di un'annata
L’approvazione regionale, di cui si discuteva da mesi, arriva a coronamento di un'annata che gli stessi operatori del settore valutano positivamente, nonostante le complessità del quadro geopolitico ed economico internazionale. L’assemblea del Consorzio, guidata dal suo presidente, aveva infatti previsto con anticipo l’aumento della domanda, votando già nello scorso aprile la richiesta da sottoporre alle Regioni. L’ampliamento del potenziale produttivo, dunque, si configura non come una mera espansione quantitativa, bensì come uno strumento strategico per consolidare una posizione di mercato raggiunta attraverso un lavoro decennale sulla qualità e sulla distintività del prodotto, aspetti che continuano a essere al centro della riflessione tra i produttori riuniti per tracciare le linee guida dei prossimi anni.




