Juventus, Carnevali: "Kolo Muani in chiusura, per Alajbegovic siamo più indietro"
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Redazione Sport
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Il mercato della Juventus entra nel vivo con due operazioni di segno diverso ma ugualmente significative per il futuro dei bianconeri. Nel corso di un'intervista rilasciata in occasione del tour de La Stampa, l'amministratore delegato Giovanni Carnevali ha tracciato un quadro dettagliato delle trattative in corso, confermando l'imminente ritorno di Randal Kolo Muani a Torino e ridimensionando invece i tempi per l'arrivo del giovane talento bosniaco Kerim Alajbegovic.
Un primo, importante banco di prova per il nuovo corso societario guidato dall'ex dirigente del Sassuolo, chiamato a ricostruire la squadra con un occhio al presente e uno al futuro.
Kolo Muani, la chiusura è vicina
La trattativa per riportare in bianconero l'attaccante francese, già protagonista nella primavera del 2024, è entrata nella sua fase più calda. Carnevali ha parlato di una trattativa ormai in dirittura d'arrivo, sebbene la sua conclusione abbia richiesto più tempo del previsto a causa di precedenti difficoltà nei rapporti con il Paris Saint-Germain. "Stiamo chiudendo adesso Kolo Muani", ha dichiarato l'AD, come riportato da diverse testate giornalistiche. "È una trattativa in corso da tanto tempo.
Quando sono arrivato alla Juve leggevo i quotidiani e pensavo fosse una trattativa già definita, invece non era così". Il dirigente ha quindi spiegato come sia stato necessario un lavoro di ricucitura con il club parigino per superare gli ostacoli emersi in passato e arrivare alla definizione dell'accordo, che secondo le ultime indiscrezioni si baserebbe su un prestito oneroso con obbligo di riscatto legato a determinate condizioni.
L'operazione, che richiedeva un investimento importante, ha visto la Juventus trovare la formula giusta per distribuire il peso economico su più esercizi, garantendo comunque a Luciano Spalletti un attaccante centrale ritenuto funzionale al suo progetto tecnico.
Alajbegovic, un investimento per il futuro
Diverso il discorso per Kerim Alajbegovic, il talentuoso esterno offensivo classe 2007 in forza al Bayer Leverkusen. Sul giovane bosniaco, che aveva attirato l'attenzione di mezza Europa, Carnevali ha preferito frenare gli entusiasmi, sottolineando come la trattativa sia ancora in una fase meno avanzata rispetto a quella per Kolo Muani. "Con lui siamo un po' più indietro", ha precisato l'amministratore delegato. "Ma ci stiamo lavorando. È un investimento importante ma una società come la Juve deve pensare anche al futuro.
Lui è 2007 e ha le caratteristiche che cerchiamo". Nonostante le parole caute del numero uno bianconero, diversi media hanno dato l'operazione in chiusura con un'offerta da circa 30 milioni di euro più bonus, segno che il club sta comunque spingendo per assicurarsi uno dei giovani più promettenti del panorama europeo. L'eventuale arrivo di Alajbegovic rappresenterebbe un colpo in prospettiva, andando a completare un reparto offensivo che, con l'innesto di Kolo Muani e la presenza di talenti come Yildiz, si appresterebbe ad avere qualità e profondità.
Il primo CdA e il nuovo corso
Le dichiarazioni di Carnevali giungono a pochi giorni dal suo primo Consiglio di Amministrazione da amministratore delegato della Juventus, svoltosi a fine luglio. In quell'occasione, il manager, pur non essendo fisicamente presente perché impegnato a Milano presso la sede della Lega Calcio Serie A, ha partecipato ai lavori in collegamento da remoto. Al centro della riunione, come ampiamente riportato, vi sono stati principalmente i conti e le priorità gestionali della società.
Un focus inevitabile, considerato il piano di rilancio del club che passa anche attraverso il rispetto degli accordi con la Uefa e una gestione oculata delle risorse economiche. L'arrivo di Carnevali, nominato a giugno, ha segnato un cambio di passo nella governance bianconera, con l'obiettivo di portare stabilità e chiarezza dopo una fase di transizione. La sua esperienza maturata al Sassuolo, dove ha contribuito alla crescita e all'affermazione del club emiliano, è vista come un valore aggiunto per affrontare le sfide future.
In questo contesto, le operazioni di mercato rappresentano il primo banco di prova per testare la nuova strategia societaria, che punta a coniugare competitività immediata e sostenibilità economica.
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