Juve, Massara nuovo chief football officer: la scelta di Carnevali per il nuovo corso
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Redazione Sport
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Frederic Massara è il nuovo Chief Football Officer della Juventus. La decisione è stata presa dall'amministratore delegato Giovanni Carnevali, che ha scelto uno dei dirigenti più stimati del calcio italiano per guidare l'area sportiva del nuovo corso bianconero. Una nomina che arriva dopo settimane di valutazioni e che definisce con chiarezza i contorni del progetto tecnico della società, con un organigramma ridotto all'osso e compiti ben circoscritti per ciascun componente.
La scelta di Carnevali è caduta su Massara, preferito ad altri profili come Matteo Tognozzi, attualmente operativo nel gruppo Marinakis tra Nottingham Forest, Olympiacos e Rio Ave, per ragioni che affondano le radici in un percorso comune iniziato quasi vent'anni fa.
Un dirigente di lungo corso, tra Palermo, Roma e Milan
Il legame tra Carnevali e Massara non è certo un segreto per gli addetti ai lavori, ma è Walter Sabatini a raccontarne l'origine e la profondità. È stato Sabatini, considerato il padre calcistico di Massara, a portarlo con sé a Palermo, dove la loro intesa professionale si è trasformata in un'amicizia solida e duratura, fondata su una visione comune del calcio.
La successiva esperienza alla Roma li ha visti protagonisti di una stagione intensa, segnata dalla costruzione di una squadra che avrebbe potuto ambire allo scudetto: da Alisson a Manolas, passando per De Rossi, Nainggolan e, su tutti, Mohamed Salah, talenti che hanno lasciato il segno in Serie A e in Europa. Quell'avventura nella Capitale ha forgiato il carattere e la capacità di Massara di operare in contesti complessi, preparandolo al salto successivo, quello che lo avrebbe portato a Milano.
La chiamata di Paolo Maldini ha rappresentato la svolta decisiva per la sua carriera, e il tricolore vinto nella stagione 2021-2022 ha dimostrato come il suo lavoro silenzioso e meticoloso fosse in grado di produrre risultati di altissimo livello.
Il modello Milan 2021-2022 e l'eredità di un lavoro silenzioso
Ripercorrere le tappe della carriera di Massara significa inevitabilmente tornare con la mente a quel Milan scudettato, un'impresa che portava certamente la firma di Stefano Pioli ma che era stata costruita con il contributo sostanziale di una dirigenza attenta e razionale. La figura di Massara, in quel contesto, era percepita come defilata ma determinante: il suo raziocinio, la capacità di andare oltre le apparenze e di valutare ogni operazione di mercato con una lucidità quasi chirurgica sono stati elementi chiave per assemblare un gruppo vincente.
I ricordi di quegli anni, ora, tornano prepotentemente d'attualità per la Juventus, quasi a suggerire che per fare un passo avanti sia necessario guardarsi indietro e ripescare da quelle esperienze un metodo e una filosofia. La scelta di Carnevali sembra quindi orientata a riportare in dote quella cultura del lavoro e quella competenza specifica che hanno contraddistinto l'operato di Massara, con l'obiettivo di ricostruire un progetto solido e credibile, senza bisogno di proclami o di protagonismo eccessivo.
Una società con poche persone e compiti chiari
La Juventus che esce da questa operazione di mercato dirigenziale è quella voluta da Giovanni Carnevali, che sta progressivamente ridisegnando la struttura societaria per renderla più snella e funzionale. Poche figure, con ruoli ben definiti e un perimetro d'azione senza ambiguità: questo il mantra che guida la nuova gestione, nella quale Massara rappresenta il primo tassello di un mosaico più ampio.
La sua esperienza maturata sui tre fronti di Palermo, Roma e Milan, unita alla conoscenza quasi ventennale con Carnevali, garantisce alla Juventus un approccio pragmatico e un'ampia rete di relazioni nel mondo del calcio, elementi che potrebbero rivelarsi decisivi nelle prossime strategie di mercato e nella gestione dell'organico, già oggetto di valutazioni in vista della sessione estiva.




