Juventus, il raduno della rinascita tra speranze di mercato e problemi fisici

Juventus, il raduno della rinascita tra speranze di mercato e problemi fisici
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Redazione Sport Redazione Sport   -   Cinquanta giorni dopo l'ultima partita ufficiale, la Juventus ha riaperto i battenti della Continassa per dare il via alla stagione 2026/27. Un avvio, quello di ieri, che ha subito messo in luce le due anime di questo nuovo corso bianconero: da un lato la cautela e le difficoltà sul mercato, dall'altro la necessità di gettare solide basi per il futuro con un gruppo di giovani e reduci.

Se gli anni passati erano segnati dall'arrivo di campioni, il primo giorno di lavoro ha visto un raduno dal tono decisamente più dimesso, con il solo acquisto estivo, il giovane Jeff Ekhator, a fare da volto nuovo tra i 29 convocati da Luciano Spalletti.

Il mercato dei sogni e delle rinunce: il caso Kolo Muani

La trattativa che più di ogni altra tiene banco è quella per Randal Kolo Muani. Il centravanti francese, già in prestito a Torino nel 2025, è il grande obiettivo per l'attacco, ma lo stallo con il Paris Saint-Germain rischia di diventare insormontabile. L'Amministratore Delegato Giovanni Carnevali è stato chiaro: le richieste del PSG, che partono da una base di 45 milioni di euro, sono giudicate "troppo elevate" dalla dirigenza bianconera.

L'ad ha spiegato come il calcio italiano non possa più permettersi certi esborsi, sottolineando come "il costo dei calciatori cresce sempre di più, con cifre quasi improponibili" mentre i ricavi dei club italiani faticano a tenere il passo della Premier League. La Juve, quindi, ha messo le mani avanti: o si trova un accordo con i campioni d'Europa in carica, oppure la pista verrà abbandonata per virare su altri profili.

L'impressione è che per arrivare al francese, Carnevali e il Chief Football Officer Frederic Massara dovranno escogitare una formula di prestito oneroso con obbligo di riscatto, ma la distanza tra domanda e offerta resta ancora notevole.

Le priorità e i nodi da sciogliere in ogni reparto

Le priorità tecniche di Spalletti non si limitano al centravanti. La dirigenza sta lavorando su più fronti per rinforzare la rosa, con l'obiettivo dichiarato di sistemare tutti i reparti. In particolare, la ricerca di un portiere di alto livello è considerata una necessità impellente. Il grande sogno resta Emiliano "Dibu" Martinez dell'Aston Villa, ma anche in questo caso l'affare si presenta in salita per le alte pretese del club inglese. I nomi alternativi portano al giapponese Zion Suzuki o a Guglielmo Vicario, mentre Alisson Becker resta un'opzione sullo sfondo.

La nuova struttura sportiva voluta da Carnevali, che vede Massara lavorare in sinergia con il direttore sportivo Marco Ottolini, dovrà dimostrare di saper trovare soluzioni concrete e sostenibili economicamente per accontentare un allenatore che chiede rinforzi immediati.

L'incubo infortuni: Yildiz e Thuram preoccupano

A complicare l'avvio di stagione si aggiungono le condizioni fisiche di due pedine fondamentali per il progetto tecnico. Kenan Yildiz e Khephren Thuram si sono presentati al raduno con problemi fisici che destano non poca apprensione. Il centrocampista francese è arrivato al J|Medical con una vistosa fasciatura al ginocchio destro e ha già iniziato a lavorare a parte, saltando quasi certamente la prima amichevole contro il Basilea in programma il 18 luglio.

Ancora più delicata è la situazione del giovane talento turco, Yildiz, che da mesi si trascina una tendinopatia rotulea che ne ha minato il rendimento anche durante il deludente Mondiale della sua nazionale. Lo staff medico bianconero valuterà il turco al suo rientro dalle vacanze, ma la prudenza sarà massima per evitare ricadute in una stagione che si preannuncia lunga e intensa.

La rivoluzione silenziosa di Carnevali e Massara

Al di là del mercato, il raduno ha offerto l'immagine di una società in profonda transizione. Giovanni Carnevali, arrivato dal Sassuolo, ha raccontato di aver accettato la sfida senza pensarci un attimo ("non puoi dire di no ad una società come la Juventus") e ha subito tracciato la rotta, indicando nella creazione di una struttura sportiva solida e nella riduzione dei costi i pilastri su cui costruire il futuro.

Accanto a lui, il nuovo Chief Football Officer Frederic Massara, scelto per affiancare Marco Ottolini, rappresenta il volto di questa nuova gestione che dovrà coniugare ambizione e sostenibilità. Il primo giorno di lavoro ha visto la dirigenza assistere alla seduta di allenamento, a testimonianza di una vicinanza e di un controllo diretto sul lavoro di Spalletti, che ha a disposizione un gruppo di 29 giocatori in cui si mescolano giovani della Next Gen, reduci da prestiti come Arthur e Douglas Luiz, e calciatori in cerca di riscatto come Michele Di Gregorio e Lois Openda.

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