Airbnb e il rischio doppio: controlli sulla cedolare secca e sanzioni
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Redazione Economia
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L'intesa sulla cedolare secca sembra reggere, con un'aliquota al 26% applicabile solo dal secondo appartamento affittato. Ma arriva la stretta sui controlli, con l'introduzione del codice identificativo Cin. Dopo il sequestro record di 779 milioni a Airbnb, i controlli del fisco si estenderanno ai proprietari e ai gestori dei bed and breakfast che operano attraverso la piattaforma.
Gran parte dei proprietari ha beneficiato della scelta illecita di Airbnb, per cui il gip di Milano Angela Minerva, su richiesta della procura, ha disposto il sequestro. L'accusa nei confronti della società californiana è di non aver pagato le tasse su 3,7 miliardi di euro incassati in Italia tra il 2017 e il 2021. Questi soldi provengono da chi affitta una stanza o un appartamento per brevi periodi sulla piattaforma.
Il sequestro preventivo record: 779 milioni, direttamente dalle casse di Airbnb. La decisione del Tribunale di Milano è senza precedenti, almeno nei confronti di un colosso tecnologico. Ma siccome Airbnb non ha conti né sedi in Italia (l'Europa è gestita dalla filiale irlandese) e quindi non si può sequestrare nulla, la Guardia di Finanza busserà presto ai titolari degli appartamenti messi in locazione per rientrare in possesso delle somme.




