Influenza aviaria in Australia, vaccino per 5mila pinguini

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Redazione Salute Redazione Salute   -   L’influenza aviaria in Australia spinge le autorità ad avviare una vasta campagna di vaccinazione per proteggere migliaia di pinguini minori blu dalla rapida avanzata del virus H5N1. A Phillip Island, nello Stato di Victoria, e nella località balneare di St Kilda, a Melbourne, il programma punta a raggiungere almeno 5mila esemplari appartenenti a una colonia di circa 40mila pinguini. Circa mille animali a Phillip Island hanno già ricevuto la prima dose del vaccino. Secondo i dati disponibili, l’intervento rappresenterebbe la più grande campagna vaccinale mai avviata al mondo su uccelli selvatici.

Il piano di vaccinazione per i pinguini minori blu

La campagna riguarda il pinguino minore blu, Eudyptula minor, e arriva dopo l’individuazione dell’influenza aviaria in Australia per la prima volta a giugno. Le vaccinazioni sono state avviate con l’obiettivo di difendere una delle più importanti colonie di questa specie, distribuendo l’intervento tra Phillip Island e St Kilda. Il traguardo fissato è di almeno 5mila animali vaccinati, mentre a Phillip Island la prima dose è già stata somministrata a circa mille esemplari. Il programma assume dimensioni particolarmente rilevanti considerando che la colonia interessata conta complessivamente circa 40mila pinguini minori blu.

L’iniziativa si inserisce in una situazione caratterizzata dalla diffusione dell’H5N1 tra diverse specie selvatiche. Il virus ha infatti colpito numerosi uccelli, compresi pinguini, cormorani e altri uccelli marini, dopo essere stato associato anche agli uccelli migratori. Successivamente l’influenza aviaria ha raggiunto altri ospiti, tra cui foche, una volpe e un delfino. La vaccinazione dei pinguini viene quindi avviata mentre il virus continua a essere individuato in specie differenti e in nuove aree del Paese.

L’H5N1 raggiunge anche mammiferi selvatici in Australia

Un altro elemento emerso riguarda il rilevamento del virus in due otarie orsine dal naso lungo trovate morte nell’Australia Meridionale. È la prima volta che l’H5 viene individuato in un mammifero selvatico sul continente australiano. Uno dei casi è stato registrato vicino a una delle più importanti colonie di leoni marini del Paese, aumentando i timori per una specie della quale restano circa 12mila esemplari. Dopo gli uccelli, quindi, la presenza del virus nelle otarie ha portato l’attenzione anche sui leoni marini e sulla possibilità che l’infezione possa raggiungere altri animali selvatici.

La progressione dell’influenza aviaria comprende inoltre il rilevamento del virus in un delfino, dopo i casi registrati tra uccelli marini, foche e una volpe. Allo stesso tempo l’Australia si prepara al possibile arrivo dell’H5N1 a Macquarie Island, dove migliaia di foche elefante si preparano alla stagione riproduttiva. L’isola viene indicata tra i luoghi più remoti interessati dall’attenzione legata all’avanzata del virus, mentre le autorità australiane stanno intervenendo parallelamente sulla colonia di pinguini minori blu con il programma vaccinale già iniziato nello Stato di Victoria.

Da Phillip Island a St Kilda, l’obiettivo è 5mila esemplari

Il numero fissato dal programma vaccinale resta quello di almeno 5mila pinguini minori blu tra Phillip Island e St Kilda. La prima fase ha già coinvolto circa mille animali con la somministrazione della prima dose, mentre la colonia complessiva interessata conta circa 40mila esemplari. La dimensione dell’operazione e il fatto che riguardi uccelli selvatici rendono la campagna un intervento senza precedenti secondo i dati disponibili. Le vaccinazioni procedono mentre l’H5N1 viene segnalato in un numero crescente di specie, dagli uccelli ai mammiferi selvatici, e mentre resta alta l’attenzione anche sulle colonie di leoni marini e sulle foche elefante di Macquarie Island.

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