Scioperi dei trasporti, settembre 2025 si annuncia un mese di disagi
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Redazione Interno
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Un settembre particolarmente complesso, che rischia di paralizzare gli spostamenti di migliaia di persone, è quello che si prospetta per il 2025 nel settore dei trasporti italiano. Secondo le informazioni pubblicate sul portale del ministero delle Infrastruttutture e dei Trasporti, sono già oltre venti le proteste sindacali calendarizzate a partire dal 4 del mese, una cifra che – se considerata nel suo insieme – delinea un panorama di mobilitazione pressoché continuo, con ripercussioni inevitabili sulla regolarità dei servizi offerti al pubblico.
Le prime avvisaglie dei disagi, che coinvolgeranno tanto il trasporto su rotaia quanto quello aereo, sono fissate per l’inizio del mese. Il personale di bordo e di macchina del Gruppo Ferrovie dello Stato, infatti, ha proclamato una mobilitazione nazionale della durata di ventuno ore; un’astensione dal lavoro, questa, che bloccherà di fatto la circolazione dei treni dalle 21 di giovedì 4 settembre fino alle 18 del giorno successivo, venerdì 5. L’iniziativa, portata avanti da alcune sigle autonome, interesserà anche le realtà regionali come Trenord e Tper, creando un’ondata di cancellazioni e variazioni che si estenderà ben oltre i confini del trasporto nazionale.
A rendere ancor più articolato il quadro delle agitazioni, contribuisce il coinvolgimento di altri settori cruciali per la mobilità, dai mezzi pubblici urbani al trasporto aereo, in alcune specifiche giornate che andranno ad aggiungersi al già fitto calendario. Si parla, in totale, di oltre sessanta proteste programmate per l’intero arco del mese, delle quali quattordici hanno carattere nazionale; un dato che non lascia spazio a interpretazioni ottimistiche e che impone a chi deve spostarsi – specialmente ai pendolari, costretti a fare i conti con frequenti interruzioni – una meticolosa programmazione.




