Pechino Express, a Nanchino la tappa che mescola coppie e identità tra calligrafia e animali guida
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Questa sera, giovedì 16 aprile, la sesta puntata di Pechino Express – in onda su Sky Uno e in streaming su NOW – abbandona le dinamiche di coppia consolidate per gettare i concorrenti in una competizione inedita, dove il compagno di viaggio non è più quello scelto all’inizio dell’avventura. Lo show Sky Original prodotto da Banijay Italia, dopo la tappa d’ingresso in Cina che aveva salutato l’eliminazione delle Biondine, compie una mossa a sorpresa: Costantino della Gherardesca annuncia ai concorrenti rimasti in gara – gli Spassusi, i Raccomandati, le Dj, i Veloci, i Rapper e le Albiceleste – che dovranno correre “mixati” fino al raggiungimento del Libro Rosso. Non si tratta, va detto, di una semplice redistribuzione dei ruoli: a ogni nuova coppia viene assegnata un’identità temporanea ispirata agli “animali guida” della tradizione cinese, un espediente narrativo che costringe i viaggiatori a ricostruire sul campo sintonia e strategie.
Da Huizhou a Nanchino, 355 chilometri per testare l’adattabilità
Il percorso, che si snoda per 355 chilometri, parte dall’antica città di Huizhou e attraversa Meren Quifeng – dove le coppie devono timbrare il passaggio intermedio del Libro Rosso – prima di raggiungere il Tappeto Rosso finale a Nanchino. E proprio Nanchino, va riconosciuto, rappresenta una scelta scenografica di rilievo: una delle quattro antiche capitali della Cina, spesso trascurata dal turismo internazionale, custodisce mura Ming, mausolei imperiali e il celebre tempio di Confucio, elementi che fanno da sfondo a una tappa più breve rispetto alla precedente (si erano percorsi 519 chilometri da Shanghai al villaggio di Yuliang), ma certamente più densa di insidie. Le difficoltà non mancano, a giudicare dalle anticipazioni: i concorrenti devono confrontarsi con prove di calligrafia basate sugli ideogrammi locali e con una Prova Vantaggio definita “gustosissima”, due ostacoli che misurano non tanto la resistenza fisica quanto la capacità di adattarsi a un contesto culturale lontano dai consueti schemi del reality.
L’effetto del rimescolamento sugli equilibri della gara
Fino a questo momento, va ricordato, le Dj Jo Squillo e Michelle Masullo avevano dominato la scena con tre vittorie in cinque tappe, mentre i Veloci Fiona May e Patrick Stevens avevano dimostrato una particolare efficacia nel raggiungere per primi il Libro Rosso nella tappa di Hangzhou. Con il rimescolamento delle coppie, però, quei precedenti contano fino a un certo punto: ogni concorrente si ritrova a negoziare scelte e linguaggi con un partner inedito, e la gerarchia accumulata nelle settimane precedenti rischia di essere spazzata via in poche ore. La produzione, in questo senso, gioca una carta precisa: azzerare il capitale relazionale per osservare chi, tra i viaggiatori, possiede una reale flessibilità strategica. Non è un dettaglio secondario, poi, che la busta nera – il cui contenuto viene rivelato solo al termine della puntata – deciderà se questa sarà una tappa eliminatoria oppure no, un’incognita che impedisce a chiunque di amministrare la fatica.
Giulia Salemi inviata nella fase decisiva del viaggio cinese
A guidare i concorrenti in questa fase complessa c’è, oltre al conduttore, l’inviata per la Cina Giulia Salemi, subentrata dopo le tappe indonesiane seguite da Lillo e prima del passaggio giapponese affidato a Guido Meda. La sua presenza, va sottolineato, non è meramente decorativa: Salemi presiede il momento in cui il programma smonta le alleanze che aveva raccontato finora, e il cambio d’inviato coincide con un cambio nella grammatica stessa della gara. Gli ascolti della settimana scorsa.000 spettatori pari al 2,60% di share – suggeriscono che il pubblico apprezzi questa svolta, anche se il dato più interessante, per chi segue il format da anni, è un altro: la riduzione del chilometraggio (oggi si corre su 355 km) non ha alleggerito la competizione, ma ne ha semmai concentrato la tensione sulle prove culturali e sulla gestione delle risorse umane. E mentre i concorrenti si lasciano alle spalle Huizhou, con i loro nuovi nomi da animali guida e i polsi pieni di ideogrammi da imparare, resta sullo sfondo una domanda che nessuna anticipazione ha ancora sciolto: chi, tra loro, saprà trasformare l’imprevisto in un vantaggio?




