Scambio di prigionieri tra Russia e Ucraina, liberato il giornalista Khylyuk
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Redazione Esteri
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Nel 1.272° giorno di un conflitto che continua a segnare la storia recente, Kiev e Mosca hanno proceduto a uno scambio di prigionieri, un’operazione che ha riportato in patria 146 militari e civili ucraini. Tra questi, figura il giornalista Dmytro Khylyuk, la cui detenzione aveva sollevato allarme negli ambienti dell’informazione, e Volodymyr Mykolayenko, che ricoprì la carica di sindaco di Kherson durante l’occupazione russa della città. Lo scambio, le cui modalità operative rimangono per ovvie ragioni di sicurezza riservate, è avvenuto il 24 agosto in una località ucraina non divulgata.
Contestualmente, anche la Russia ha ottenuto la restituzione di un numero imprecisato di suoi militari, come testimoniato da un fermo immagine video diffuso dal Ministero della Difesa di Mosca. Le immagini, riprese in Bielorussia, mostrano alcuni soldati che, visibilmente sollevati, si apprestano a salire su un autobus dopo la lunga prigionia. Questi episodi, seppur frequenti, rappresentano dei rari momenti di dialogo in una guerra altrimenti caratterizzata da un’inasprimento costante delle ostilità.
Parallelamente, l’attenzione della cronaca internazionale si è concentrata nuovamente sulla Striscia di Gaza, dove un attacco aereo israeliano ha colpito il complesso ospedaliero Nasser a Khan Younis. Il bilancio, ancora provvisorio, riferisce di quattordici vittime, tra le quali si contano tre professionisti dell’informazione. L’esercito israeliano ha utilizzato un drone kamikaze per portare a termine l’operazione, che si inserisce in un contesto di crescenti operazioni militari.




