L'esordio di Cerno su Rai2 e lo slittamento di Ore14 tra polemiche e dati d'ascolto
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Redazione Cultura e Spettacolo
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L’approdo di Tommaso Cerno sulla seconda rete Rai, avvenuto lunedì 9 marzo con la striscia 2 di picche, ha subito innescato un meccanismo di riassetto del pomeriggio dell’emittente, modificando abitudini consolidate e sollevando un dibattito che travalica il semplice dato numerico. Il programma, che vede l’attuale direttore del Giornale impegnato in una rubrica di opinione della durata di circa cinque minuti, è stato posizionato dai vertici di viale Mazzini in una fascia oraria cruciale, quella delle quattordici precise, un incastro che ha richiesto un sacrificio in termini di tempistica al talk di Milo Infante, Ore14, costretto a posticipare il proprio avvio di qualche minuto, scivolando alle 14.05.
La scelta di questa collocazione, va ricordato, non era scontata: il programma era stato inizialmente pensato per andare in onda in prossimità dell’edizione delle tredici del Tg2, ma le rimostranze della redazione del telegiornale, preoccupata per l’ingombrante vicinanza di una voce così marcatamente caratterizzata, avevano consigliato una diversa destinazione. Alla fine, la soluzione è stata trovata nello slot immediatamente successivo all’edizione delle 13.30 del Tg2, quello che per anni è stato il punto di partenza del contenitore di Infante, il quale, oltretutto, deve ora fare i conti anche con le interruzioni imposte dalla programmazione sportiva, come la Tirreno-Adriatico e il prossimo Giro d’Italia.
La prima puntata di 2 di picche ha registrato un ascolto pari al 5,36% di share, con una media di 632mila telespettatori, un dato che si è rivelato inferiore sia al programma che lo precedeva, Medicina33 (fermo al 6,26%), sia a quello che lo segue, Ore14, il quale è riuscito a risalire fino al 7,43%. Un calo, quello misurato dalla striscia di Cerno, che si attesta attorno alle 120mila unità rispetto al programma di medicina, segno di una flessione che ha subito attirato l’attenzione di osservatori e sindacati. A tal proposito, il direttore del Tg2, Antonio Preziosi, intervenuto durante la conferenza per i cinquant’anni della testata, ha voluto smorzare i toni, definendo l’arrivo di Cerno come un contributo al pluralismo che non può che arricchire l’offerta del servizio pubblico, allontanando da sé l’idea che vi fosse una polemica diretta contro la persona del giornalista.




