Spalletti eguaglia un record di pareggi della Juve che non si vedeva dai tempi di Puppo
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Redazione Sport
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La Juventus, sotto la guida di Spalletti, ha ormai consolidato una tendenza al pareggio che, se da un lato evita le sconfitte, dall'altro frena le ambizioni di una squadra chiamata a risultati di maggior peso. Con il terzo pari su quattro partite disputate in tutte le competizioni, l'allenatore è diventato il secondo, dopo Sandro Puppo nella lontana stagione 1955, a inaugurare il proprio ciclo con una simile sequenza di risultati non risolutivi. Una statistica, questa, che fotografa le difficoltà incontrate nel trasformare le potenzialità in vittorie nette, un dato che si inserisce in un contesto generale di prestazioni non sempre all'altezza.
Un primo tempo opaco e il gol di Kostic
Nell'ultima uscita contro la Fiorentina di Vanoli, la squadra si è ritrovata in vantaggio quasi per caso dopo un primo tempo descritto come brutto e faticoso, al cospetto di un avversario visibilmente contratto e con l’acqua alla gola. A parte l'iniziativa di Kean, sfortunato al 25′ quando un gran tiro si è infranto sul palo, la Juventus ha faticato a imporre il proprio gioco, trovando però il momentaneo vantaggio sul finire del primo tempo con un gol di Kostic. Il serbo, il cui stato di grazia viene così riconfermato, non è tuttavia riuscito a evitare il pareggio finale, in un contesto dove pochi, in campo, hanno brillato.
Le valutazioni individuali sul match
Dalle valutazioni tecniche emergono prestazioni contrastanti, con alcuni giocatori che hanno tenuto botta e altri, invece, in netta difficoltà. Per la Fiorentina, si segnala la prova sufficiente di Pongracic, concentrato e determinato al punto da risultare decisivo in più di un'occasione, mentre Pablo Marì è parso in affanno, perdendo la maggior parte dei contrasti e risultando poco efficace in marcatura. Tra i pali, De Gea ha alternato un intervento con riflessi non prontissimi sul gol subito a una parata decisiva nella ripresa, dimostrando di poter essere ancora un baluardo.
Il momento della squadra
Quello che si delinea, pertanto, è un momento di transizione per la Juventus, che nel naufragio delle gestioni precedenti cerca una rotta stabile sotto Spalletti. I pareggi, se da un lato testimoniano una certa solidità difensiva e una difficoltà degli avversari ad avere la meglio, dall'altro pongono interrogativi sulla capacità di chiudere le partite. La ricerca della continuità di risultati positivi, che sono poi quelli che contano, rimane l'obiettivo primario in un campionato dove ogni punto lasciato per strada ha un peso specifico notevole.




