Il Festival si apre con l’omaggio a Baudo, la standing ovation per Vessicchio e l’ingresso di Yaman tra i Big: apre Ditonellapiaga
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Il sipario si è alzato sulla settantaseiesima edizione del Festival di Sanremo, e l’Ariston si è trasformato nel crocevia della musica italiana e dello spettacolo, con il direttore artistico Carlo Conti affiancato, per questa serata inaugurale, da Laura Pausini e dal divo turco Can Yaman. La kermesse, che quest’anno assume una dimensione particolarmente internazionale, vanta un numero record di addetti ai lavori: sono infatti milleduecentonovantadue i giornalisti, fotografi e operatori accreditati, i quali popolano la Sala Stampa dell’Ariston Roof e la Sala "Lucio Dalla" al Palafiori -3-8. Un esercito di professionisti dell’informazione, provenienti non solo dall’Italia ma anche da paesi lontani come l’Argentina, il Cile e l’Australia, che contribuiranno a diffondere le note e le storie di questa settimana in ogni angolo del globo, testimoniando la portata ormai mondiale di un evento che, nato come manifestazione canora, è diventato un fenomeno di costume globale -3.
La prima serata, il cui ordine di uscita dei trenta Big in gara vede Ditonellapiaga aprire le danze con il suo brano, si preannuncia densa di momenti significativi e di inevitabili polemiche, queste ultime quasi un rituale nel rituale del Festival -2-7. Mentre sul palco si susseguiranno le esibizioni, con la chiusura affidata a Lda e Aka7even, l’attenzione del pubblico è catalizzata da diverse situazioni parallele, a partire dall’atteso omaggio a Pippo Baudo, figura cardine nella storia della manifestazione, al quale questa edizione è interamente dedicata -1-2. La Rai ha voluto celebrare la memoria del conduttore scomparso, e in platea, per l’occasione, sono stati invitati i figli Tiziana e Alessandro, insieme alla storica assistente Dina Minna, un gesto doveroso per onorare chi ha legato il proprio nome a tredici edizioni del Festival -4-9.
Lo sfogo di Katia Ricciarelli e l’abbraccio dell’Ariston a Peppe Vessicchio
Tuttavia, non è mancata una nota di amarezza, giunta ancor prima che la manifestazione prendesse ufficialmente il via. Katia Ricciarelli, soprano di fama e compagna di Baudo per diciotto anni, ha espresso il proprio disappunto per non essere stata inclusa tra gli invitati alla serata inaugurale. In un’intervista rilasciata all’Adnkronos, l’artista ha confessato di essersi aspettata un invito, non tanto nella veste di ex moglie, quanto come figura che ha condiviso un lungo tratto di vita professionale e personale con il conduttore, sentendosi in dovere di poterlo ricordare pubblicamente -4-9. Le sue parole, pungenti e al contempo velate di malinconia, lasciano intendere una certa delusione per quella che percepisce come una mancanza di considerazione verso un legame che evidentemente riteneva meritevole di riconoscimento in una serata celebrativa, gettando un’ombra di polemica sull’organizzazione dell’omaggio -5-10. Ricciarelli, inoltre, non ha risparmiato una stoccata sulla presenza dell’assistente Dina Minna, invitata all’evento, osservando come, a questo punto, sarebbe stato opportuno che la segretaria sedesse accanto ai figli di Baudo, considerato il loro legame testamentario -9-10.
L’apertura della kermesse, nonostante le polemiche pregresse, ha riservato momenti di intensa commozione, come la standing ovation tributata al maestro Peppe Vessicchio, storico direttore d’orchestra la cui figura è stata giustamente celebrata dal pubblico dell’Ariston. Le sue note hanno da sempre accompagnato alcuni dei momenti più alti della canzone italiana, e l’abbraccio della sala è stato unanime e sentito -1. Parallelamente, l’ingresso di Can Yaman ha portato una ventata di internazionalità e glamour sul palco: l’attore turco, reduce dal successo della fiction “Sandokan”, è stato introdotto dalle celebri note della sigla dello sceneggiato, creando un ponte ideale tra la fiction di successo e il Festival, e suscitando l’entusiasmo del pubblico in sala e delle fan -1-2. Yaman, che ha dichiarato di ascoltare Baglioni e di fidarsi ciecamente di Carlo Conti, ha portato la sua verve in una serata che lo ha visto anche protagonista di un incontro con Kabir Bedi, lo storico volto del Sandokan del 1976, in un faccia a faccia che ha fatto sognare gli appassionati della serie tv -2.
Mentre il teatro vive questi momenti di spettacolo, la gara prosegue inesorabile con le esibizioni dei trenta cantanti in lizza, il cui ordine di uscita, come da tradizione, è stato reso noto alla vigilia. Ad aprire le danze è stata Ditonellapiaga con il suo “Che fastidio!”, seguita a ruota da Michele Bravi e dagli altri artisti, in una maratona musicale che si protrarrà fino a notte fonda e che decreterà una prima, provvisoria classifica, frutto del voto della Giuria della Sala stampa, web e tv -1-2. Il super ospite musicale della serata è Tiziano Ferro, chiamato a festeggiare i venticinque anni di “Xdono”, il brano che nel 2001 lo lanciò nel firmamento della musica pop, e a presentare dal vivo il suo nuovo singolo “Sono un grande”, in un’esibizione che si preannuncia come un vero e proprio viaggio nella sua carriera -6-7.




