Capodanno, i botti che terrorizzano la fauna e spingono i volontari in prima linea
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Redazione Interno
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All’origine della tradizione, che affonda le sue radici in rituali antichissimi, c’era la necessità di scacciare gli spiriti maligni con un frastuono assordante, una pratica che, evolvendosi nel corso dei secoli, ha trovato nel rombo degli esplosivi e nel crepitio dei fuochi d’artificio la sua manifestazione contemporanea. Se per gli esseri umani quel momento rappresenta spesso l’apice della festa, un brivido di speranza e di rinnovamento al confine tra un anno che finisce e uno che comincia, per gran parte degli altri abitanti del pianeta, in particolare per quelli domestici e selvatici, si trasforma invece in un’esperienza traumatica, fonte di un terrore profondo e incontrollabile. Le conseguenze di quei boati improvvisi, che squarciano il silenzio della notte, sono infatti devastanti per un sistema sensoriale tanto più fine e vulnerabile, spingendo gli animali a reazioni istintive di fuga cieca, le quali, purtroppo, trovano sovente un epilogo tragico.
Lo stress acuto e le fughe senza ritorno
La paura scatenata dai botti, come documentato da diverse associazioni animaliste e protezionistiche, non si limita a un disagio momentaneo, ma innesca comportamenti pericolosi e potenzialmente letali. Molti di loro, accecati dal panico, scavalcano recinzioni che prima apparivano invalicabili, scappano dai giardini e si lanciano sulle strade, dove il rischio di essere investiti da un’auto diventa altissimo. Per gli esemplari più anziani o per quelli già affetti da patologie cardiache, lo shock può essere tale da causare un arresto cardiaco fulmineo, un dato di cronaca nera che, seppur rispettosamente taciuto nei dettagli più crudi, emerge con regolarità nelle segnalazioni dei veterinari e delle forze dell’ordine nei giorni successivi alla festa.
L’impatto sulla fauna selvatica e l’intervento delle istituzioni
Anche la fauna selvatica, quella che popola i parchi urbani e le campagne, paga un tributo altissimo al fragore dei festeggiamenti. Uccelli e mammiferi, spaventati dalle esplosioni e dalle improvvise luci nel cielo, perdono l’orientamento andando a schiantarsi contro alberi, muri o cavi elettrici, oppure abbandonano i loro rifugi invernali, allontanandosene anche per diversi giorni, con gravi ripercussioni sulle loro riserve energetiche in una stagione già di per sé critica. Di fronte a questa emergenza silenziosa, le amministrazioni locali talvolta intervengono con ordinanze mirate, come ha fatto il Campidoglio vietando l’uso di artifici pirotecnici, al di fuori di spettacoli autorizzati, e prevedendo sanzioni per i trasgressori, una misura che cerca di contemperare la tradizione con la tutela del benessere animale e della pubblica sicurezza.
La mobilitazione dei volontari e le raccomandazioni pratiche




