Genoa-Lazio, il Ferraris si infiamma: Vieira insegue la salvezza, Baroni deve rialzarsi
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Redazione Sport
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Pasquetta si accende con un incrocio ad alta tensione tra ambizioni opposte ma ugualmente concrete. Al Ferraris, alle 18, il Genoa ospita una Lazio che cerca il quarto posto e la rivincita dopo l’amara eliminazione europea. I rossoblù, sostenuti da uno stadio esaurito, potrebbero assicurarsi la salvezza matematica, mentre i biancocelesti di Baroni devono reagire alla delusione subita contro il Bodo/Glimt.
Quella di oggi è una partita che per Vieira rappresenta un’occasione per consolidare una stagione finora dignitosa, nonostante le difficoltà iniziali. Il tecnico francese, che ha saputo ridare identità a una squadra spesso in bilico, punta a chiudere il discorso permanenza con tre punti che, oltre a garantire la certezza aritmetica, potrebbero regalare al Genoa la soddisfazione di battere una "big", impresa finora mancata.
Dall’altra parte, la Lazio arriva a Genova con il morale a pezzi dopo l’uscita ai rigori dall’Europa League, ma con la necessità di riagganciare la zona Champions. Baroni, sotto pressione, sa che le prossime sei partite potrebbero decidere il suo futuro sulla panchina biancoceleste. Il pareggio nel derby con la Roma ha lasciato qualche segnale positivo, ma ora serve una vittoria per riaccendere la speranza di un traguardo che, fino a poche settimane fa, sembrava a portata di mano.
Le probabili formazioni vedono il Genoa schierare Frendrup, rientrato dopo la squalifica, a rinforzare un centrocampo che dovrà contenere le incursioni di Luis Alberto e Felipe Anderson. La Lazio, invece, potrebbe optare per un 3-5-2 con Immobile e Castellanos in attacco, nella speranza di sbloccare un reparto offensivo che nelle ultime uscite ha mostrato qualche affanno.
L’andata, terminata 3-0 per i liguri, resta un monito per i laziali, che dovranno stare attenti alla reattività di Gudmundsson e Retegui, autori di una stagione convincente. Ma se il Genoa può contare su un pubblico caldo, la Lazio ha l’urgenza di dimostrare che la sconfitta in Europa non ha spento le ambizioni di una squadra che, fino a poco fa, sembrava poter lottare su più fronti.




