Quindicenne italiano detenuto a Malta, la denuncia sulle condizioni in carcere

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il quindicenne italiano detenuto a Malta da oltre settanta giorni è al centro della denuncia dei genitori, che raccontano condizioni di detenzione ritenute incompatibili con la tutela dei minori. Flavio Santoiemma, quindicenne residente a Mosta con la famiglia da cinque anni, è rinchiuso in un istituto di pena maltese dopo l’arresto del 25 maggio legato all’accusa di procurato allarme bomba nella scuola che frequenta sull’isola. La vicenda non riguarda soltanto l’iter giudiziario, ma anche la situazione vissuta dal ragazzo durante la detenzione, descritta dai genitori come un’esperienza segnata da isolamento, difficoltà quotidiane e condizioni considerate molto gravi.

Antonio Santoiemma e Daniela Lorusso, genitori di Flavio e residenti a Malta da anni, hanno denunciato quanto sta accadendo chiedendo attenzione sulle modalità con cui il figlio viene trattenuto. Secondo il loro racconto, il ragazzo sarebbe stato tenuto in condizioni caratterizzate da celle senza acqua, pasti senza posate e episodi di autolesionismo. Il padre e la madre affermano che, anche nel caso in cui il figlio abbia commesso un errore, la detenzione dovrebbe rispettare i diritti dei minori previsti dai trattati internazionali sottoscritti da Malta.

Il caso del ragazzo arrestato a Malta dopo l’allarme bomba a scuola

Flavio Santoiemma è stato arrestato dopo una telefonata con cui era stata segnalata la presenza di un ordigno esplosivo alla Lily of the Valley Secondary School di Mosta, l’istituto professionale frequentato dal ragazzo. Le autorità giudiziarie maltesi contestano al quindicenne l’accusa di procurato allarme, mentre nella vicenda è emersa anche un’accusa relativa al possesso di materiale pedopornografico. Il ragazzo viveva una vita considerata normale dalla famiglia: abitava con i genitori, frequentava la scuola e nel tempo libero utilizzava videogiochi online.

Secondo quanto riferito dai genitori, dietro la telefonata sull’allarme bomba ci sarebbe un episodio di adescamento online. Il ragazzo sarebbe stato coinvolto attraverso una piattaforma di gioco utilizzata per giocare e comunicare con altri utenti. In particolare viene citato Roblox, un ambiente online che permette di accedere a numerosi giochi e di interagire tramite chat. La famiglia sostiene che Flavio sarebbe stato vittima di un ricatto online che lo avrebbe spinto verso l’azione contestata dalle autorità maltesi.

La posizione della famiglia e la richiesta sulla detenzione del minore

I genitori del quindicenne italiano detenuto a Malta continuano a contestare soprattutto le condizioni in cui il figlio si trova durante il procedimento. La loro denuncia riguarda l’impatto della reclusione su un ragazzo di quindici anni e richiama il rispetto delle norme internazionali dedicate alla protezione dei minori. La famiglia non nega la necessità di affrontare eventuali responsabilità, ma sostiene che il trattamento riservato al ragazzo rappresenti una violazione dei diritti che dovrebbero essere garantiti durante la detenzione.

La vicenda di Flavio Santoiemma ha attirato attenzione anche per la distanza tra l’accusa contestata e la situazione descritta dai genitori. Il ragazzo, che vive a Mosta da cinque anni insieme alla famiglia, si trova in carcere da più di due mesi mentre resta in attesa degli sviluppi giudiziari. Il 19 agosto è prevista una decisione sull’istanza di libertà presentata per il quindicenne, mentre la famiglia continua a chiedere che vengano considerate le condizioni personali del minore e il contesto in cui sarebbe maturato l’episodio.

Nel racconto dei genitori emerge anche il riferimento al percorso che avrebbe portato il ragazzo dall’utilizzo quotidiano dei videogiochi online alla situazione attuale. Flavio viene descritto come un adolescente che frequentava la scuola e trascorreva il tempo libero sulle piattaforme digitali, prima di essere coinvolto nell’indagine nata dalla segnalazione di un ordigno nella scuola di Mosta. La famiglia collega l’accaduto a una possibile manipolazione online e chiede che il caso venga valutato considerando anche questo elemento.

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