Il ricatto su Roblox e il falso allarme: il 15enne italiano in carcere a Malta
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Sono oltre settanta giorni che Flavio Santoiemma, quindicenne italiano residente a Mosta con la famiglia da cinque anni, si trova recluso nel carcere minorile Coors a Malta. Una detenzione iniziata il 25 maggio scorso, quando il ragazzo è stato arrestato con l'accusa di procurato allarme alla Lily of the Valley Secondary School, l'istituto che frequenta.
Ma dietro il gesto che ha portato all'evacuazione della scuola potrebbe nascondersi una dinamica ben più complessa, riconducibile a una trappola online orchestrata da un gruppo di predatori digitali che avrebbero adescato il minore sulla piattaforma di giochi Roblox.
L'adescamento su Roblox e il meccanismo del ricatto
Secondo una ricostruzione apparsa sulla stampa, il giovane sarebbe stato avvicinato mentre utilizzava Roblox, popolare piattaforma frequentata soprattutto da bambini e adolescenti. Interagendo con altri giocatori, il ragazzo sarebbe entrato nel mirino di soggetti intenzionati a manipolarlo. La trappola si sarebbe concretizzata con l'invio sul suo telefono di interi archivi di immagini e file estremamente violenti: materiale pedopornografico, contenuti suprematisti, nazisti e riconducibili al satanismo. È a quel punto che sarebbe scattato il ricatto.
I suoi aguzzini gli avrebbero fatto credere che la semplice presenza di quei documenti illegali sul dispositivo costituisse un reato e che, per evitare che la famiglia o la polizia ne venissero a conoscenza, avrebbe dovuto eseguire gli ordini ricevuti. L'ordine, preciso e minaccioso, era di provocare un falso allarme bomba nella sua scuola.
L'arresto e le accuse pesanti
L'allarme è scattato, la Lily of the Valley Secondary School è stata evacuata e le indagini della polizia maltese hanno rapidamente condotto al quindicenne. Gli inquirenti hanno sequestrato i suoi dispositivi elettronici e hanno trovato il materiale illegale che, secondo la loro tesi, indicherebbe il collegamento del ragazzo con un gruppo criminale internazionale di matrice terroristica. Le accuse a suo carico sono pesantissime: nove capi di imputazione che includono procurato allarme, associazione in organizzazioni criminali e detenzione e diffusione di materiale pedopornografico.
Il tribunale maltese ha negato la libertà su cauzione, e il ragazzo è stato dapprima rinchiuso nella divisione per adulti del carcere di Corradino e successivamente trasferito nel penitenziario minorile Coors.
Le condizioni di detenzione denunciate dalla famiglia
La famiglia Santoiemma, tramite i genitori Antonio e Daniela, ha denunciato pubblicamente le dure condizioni di detenzione del figlio, definite dagli avvocati illegali e in violazione dei trattati internazionali. Secondo il racconto del padre, il ragazzo ha trascorso i primi quattro giorni in isolamento in un carcere per adulti dove, a causa del forte stress, si sarebbe autolesionato. Successivamente, nel carcere minorile, avrebbe scontato 35 giorni chiuso in cella per 22 ore al giorno, costretto a mangiare in piedi e, per tre giorni, senza posate, nutrendosi con le mani.
La madre ha descritto un regime paragonabile al 41bis italiano: una cella sotto costante sorveglianza, un'unica doccia consentita a mezzogiorno e nessun contatto con gli altri detenuti. Solo nell'ultimo mese gli sarebbe stato concesso di guardare la televisione e di trascorrere due ore al giorno in una sala giochi, pur restando di fatto isolato.
La visita dell'Ambasciatrice e la prossima udienza
La vicenda ha sollevato l'interesse della diplomazia italiana. L'ambasciatrice d'Italia a Malta, Valentina Setta, ha visitato il ragazzo su istruzione del ministro degli Esteri Antonio Tajani, dopo che la Farnesina aveva sollevato il caso in più occasioni con le autorità locali. Al termine della visita, l'ambasciatrice ha riferito di aver trovato il 15enne in buone condizioni di salute e di aver constatato che, pur essendo solo, non sarebbe formalmente sottoposto a un regime di isolamento.
Il ministro dell'Interno maltese, Glenn Bedingfield, ha invece ribadito la gravità delle accuse, sottolineando che non si tratta di un caso di scherzo telefonico e che il ragazzo è accusato di reati tra i quali associazione a delinquere e pedopornografia. La prossima udienza, fissata per il 19 agosto, sarà decisiva per stabilire il ruolo del giovane: se sia stato un autore consapevole o, come sostiene la difesa, una vittima manipolata e ricattata da una rete criminale online.
Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.
