Il primo europeo sulla Iss e i terrapiattisti: il racconto di Guidoni a 25 anni dall’impresa
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Sono trascorsi venticinque anni da quando Umberto Guidoni, astronauta romano di 71 anni, varcò per la prima volta la soglia della Stazione spaziale internazionale, diventando il primo europeo a mettere piede in quella che lui stesso, ancora oggi con entusiasmo, definisce la “casa cosmica internazionale”. Un ricordo, quello legato alla missione dell’aprile 2001, che l’ex comandante della navetta Endeavour custodisce con la vivida intensità di chi sa di aver partecipato a un capitolo fondamentale della ricerca scientifica; e fu proprio il contrasto tra lo spazio angusto dello shuttle – dove l’equipaggio viveva in condizioni di ristrettezza – e l’improvvisa ampiezza della stazione orbitale a colpirlo maggiormente in quei primi istanti. Un’emozione tale, racconta ora Guidoni, da fargli quasi dimenticare, per un attimo, il significato storico di quel passo, che pure rappresentava una pietra miliare per l’Agenzia spaziale europea.
La genesi di un incontro tra scienza e territorio
A distanza di un quarto di secolo da quell’evento, il Comune di Pont Canavese ha deciso di celebrare l’anniversario della Stazione spaziale internazionale organizzando un appuntamento che rientra nel ciclo degli Incontri Canavesani. L’obiettivo dichiarato dall’amministrazione locale, nel promuovere l’iniziativa, è quello di creare un ponte diretto tra il mondo della ricerca, rappresentato dall’ospite d’eccezione, e il tessuto civico, con un’attenzione particolare rivolta agli studenti. L’astronauta incontrerà quindi cittadini e ragazzi, portando la propria testimonianza diretta su un’impresa che, ancora oggi, rappresenta un unicum nella storia dell’esplorazione spaziale europea.
Il dialogo impossibile con i terrapiattisti
Nel racconto che Guidoni affida al Corriere della Sera in occasione di questo anniversario, emerge però anche un altro aspetto, meno legato alla scienza e più a certe pieghe della contemporaneità: il confronto – definito dallo stesso astronauta come un “dialogo inutile” – con i sostenitori della Terra piatta. Lui, che ha letteralmente osservato il pianeta dall’alto, si è visto costretto a interagire con persone convinte che le immagini delle missioni spaziali fossero artefatte; c’è chi, spiega, gli ha contestato la veridicità di ciò che sosteneva di aver visto con i propri occhi, arrivando persino a teorizzare che il suo lungo soggiorno in orbita potesse alterarne la fisiologia, con il rischio – secondo alcune delle teorie più estreme – di trasformarlo in una sorta di “scimmia” a causa delle condizioni ambientali. Guidoni liquida questi scambi con il disincanto di chi sa di muoversi su un terreno in cui l’evidenza fattuale conta poco, preferendo oggi dedicarsi a un’altra forma di narrazione: quella letteraria, con la pubblicazione di libri di fantascienza.
L’emozione in orbita e il ricordo di Ciampi
Tra i ricordi più toccanti di quella missione, l’astronauta romano non nasconde l’emozione provata nel sentire la voce del presidente Carlo Azeglio Ciampi mentre si trovava in orbita: un collegamento che lo commosse profondamente, in un momento in cui la dimensione privata e quella istituzionale si incontravano nello scenario inedito della cupola di vetro della Stazione spaziale. Un’impresa, la sua, che rimane tuttora un punto di riferimento per le generazioni di tecnici e ingegneri che lavorano nel settore aerospaziale, così come per gli studenti che si avvicinano alle discipline Stem. L’appuntamento di Pont Canavese, proprio per questa ragione, si configura come un’occasione per ripercorrere quelle tappe senza filtri, ascoltando dalla voce del protagonista il resoconto di un’avventura che ha richiesto anni di preparazione e una dedizione assoluta.
La settimana tra dialoghi europei e presentazioni
Nel frattempo, il calendario degli eventi romani per la settimana dal 23 al 29 marzo si arricchisce di diversi appuntamenti di carattere istituzionale e culturale. Il 23, presso la Sala David Sassoli di Palazzo Valentini, si terrà l’assemblea del Cime, un’occasione di confronto programmata dalle 16.00 alle 19.00. Il giorno successivo, il 24, la giornata si apre alla Sapienza con la decima edizione dei Dialoghi sull’Europa: nel Dipartimento di Scienze Politiche, a partire dalle 10.00, è in programma l’incontro ‘Europa, che fare?’, durante il quale verrà coordinato un dialogo con Pier Virgilio Dastoli, Nicoletta Pirozzi e Roberto Santaniello. Nella stessa giornata, ma in serata, alle 18.30, il Tennis Club Parioli ospita la presentazione del volume ‘Grifoni d’Europa’ di Alessandra Oddi Baglioni e Nicoletta Manetti; il dialogo con le autrici vedrà la partecipazione della giornalista Daniela Vergara e del presidente del Cre, Gabriele Mazzoletti. La settimana si conclude con un’attività accademica: il 27 sono previsti gli esami per l’Ifg.




